Ieri ho incontrato in spiaggia…

Ieri ho incontrato in spiaggia la madre di una bambina che frequentava la stessa  classe  di mia figlia.
Hanno poi scelto istituti  differenti e ci siamo perse un po’ di vista.
L’ho vista preoccupata e questo mi è dispiaciuto molto.
Sapevo che il marito aveva perso il lavoro lo scorso anno.
Mi ha raccontato che dopo diversi mesi di colloqui finalmente gli si era accesa una piccola speranza. Un’assunzione come responsabile amministrativo in una clinica privata molto importante.
Quando si è recato per firmare il contratto e parlare degli ultimi accordi gli è stato detto che era stato scelto un altro.
Basito ha chiesto giustamente il motivo e gli hanno risposto “lei è troppo qualificato”
Alle parole della mia amica sono rimasta scioccata.

Tornando verso il mio ombrellone  ho pensato a due conoscenti, Giulia e Chiara che hanno una storia simile.
Ho sempre seguito la loro straordinaria passione, il loro talento che però è stato gettato alle ortiche.
Giulia è archeologa e Chiara genetista, per tutte e due studi brillanti compiuti a costo di grandi sacrifici, borse di studio all’estero, importanti ricerche.
Adesso alla soglia dei quarant’anni, una vive lavorando per un’ impresa di pulizie e l’altra sopravvive raccogliendo frutta stagionale.
Lavori dignitosi ma non certo quello che loro sognavano.
Dopo quasi quindici anni di precarietà, di frustranti promesse e di lavori a tempo pieno completamente gratuiti, hanno rinunciato alla loro vocazione.
Le loro colpe?..
Due: vengono da famiglie prive di mezzi e non hanno mai voluto scendere a compromessi che offendessero la loro dignità.

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Sicuramente una laurea in tasca è una cultura personale non indifferente, ma al giorno d’oggi non è una certezza per un lavoro sicuro..anzi..visto i casi che ho elencato dimostrano il contrario…

Che delusione però..

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51 thoughts on “Ieri ho incontrato in spiaggia…

  1. Poi ci si stupisce se in tanti vanno a vivere all’estero. Per forza, lì hanno molte più possibilità di veder riconosciuto il proprio talento e le proprie fatiche. Qui per lavorare devi essere raccomandato forte altrimenti non combini niente.

    Dovrebbero farci un pensiero le tue due conoscenti, tanto peggio di così non potrebbe andare.

    Nel primo caso descritto poi si è superato il grottesco, e in quel caso fossi stato in lui avrei chiamato la Guardia di Finanza e fatto fare un bel controllo.

    Il fatto è che viviamo in un paese (minuscola voluta) alla rovescia, dove l’illegalità e la furbizia sono premiate e incoraggiate e l’onestà e il talento puniti.

    Buongiorno e un abbraccio.

    • Non riesco a descriverti la delusione che ho letto negli occhi della mia amica
      Evidentemente hanno assunto una persona meno qualificata perché il compenso sarebbe stato differente
      Certo che la cosa scoraggia parecchio
      Possibile che bisogna andare veramente all’estero per trovare un occupazione????
      Lui ha famiglia come può allontanarsi!!
      Mah..
      Le conoscenti citate nel post non so dirti perché non abbiano preso in considerazione la possibilità di spostarsi, forse avranno problemi di sorta o forse sono talmente demoralizzate che hanno lasciato perdere!!
      Ciao Jim..buon lunedì!

  2. Sai cosa significava veramente quel “lei è troppo qualificato” ??
    Significava che lui non era abbastanza raccomandato!
    Ormai si va avanti così ,se hai santi in paradiso si può trovare qualcosa sennò….
    Un abbraccio
    liù

  3. Nel primo caso può essere che, per qualsiasi motivo, sia stato scelto un altro candidato; ma stento a credere che l’abbiano comunicato quando si è presentato per firmare il contratto. Molto più probabilmente gli avevano fatto intravvedere una concreta possibilità, che però poi è stata delusa perché lui se ne era voluto convincere. Comprensivo, ma di solito in questi casi ci si sente vittime e si tende a travisare i fatti.
    Forse gli converrebbe provare a riqualificarsi in altri campi, e cercare sbocchi nel lavoro autonomo, che offre in alcuni settori ancora molte possibilità; il “posto fisso” sarà sempre più un ricordo del passato.

    La ricerca, in Italia, è poco incentivata, e quindi anche persone con studi e pubblicazioni rilevanti stentato a trovare una collocazione. Chi segue certi percorsi di studio si deve rassegnare a cercare uno sbocco all’estero; è ovvio che non è giusto, ma è una realtà di cui prendere atto nel momento in cui si inizia un certo percorso formativo.
    Attenzione, la mia non vuole essere rassegnazione, ma sono dati di fatto su cui ben poco possiamo fare se non indignarci, e l’indignazione non sfama nessuno, quindi diventa necessario essere realisti ed adeguarsi.

    • Lo penso pure io che il posto fisso sarà sempre più un ricordo….come le pensioni del resto, quando dovrò percepirla io mi sbatteranno la porta in faccia, già l’immagino
      Non è sempre è possibile trasferirsi all’estero per motivi che riguardano la famiglia e allora che si fa?…neanche a zappare la terra oramai ti assumono…mah!
      La cosa che demoralizza è che impiegano tanti anni nello studio e nella preparazione professionali e poi non ti assumono perché troppo qualificato?..pare una presa in giro
      E’ giustissima la tua riflessione Fedy…oramai dobbiamo rassegnarci ad un Paese senza risorse dove il titolo di studio non conta un bel niente!!
      Ti abbraccio

      • Concordo su tutto, andare all’estero è un sacrificio (e lo dice uno che vive a Singapore da più di un anno) ma penso lo sia di più rimanere in italia tormentati dal pensiero di non poter arrivare a fine mese.

        Certo è che per un ragazzo della mia età non è un grosso problema spostarsi, mentre capisco che rilocare un’intera famiglia solamente per “tentare fortuna all’estero” sarebbe un altro paio di maniche e un investimento tutt’altro che lieve.

        Lo stesso vale per le ricercatrici che oggi hanno 40 anni, adesso è facile dire “scappate dall’italia” (anzi ritengo che chi non abbia esperienze all’estero non abbia davvero un futuro, soprattutto in quel settore) ma 15 anni fa non c’erano né i voli a 10 euro né skype o facebook per sentirsi… E allora sì che sarebbe stato un bel sacrificio.

        Purtroppo l’Italia di oggi non è quella del passato e il posto fisso è un privilegio di chi è lungimirante (o raccomandato)… non scuso in nessun modo i giovani che si lamentano senza impegnarsi, per i più “anziani” è semplicemente una storia triste…

      • Fannes è molto bello il tuo commento
        Credo che partire sia sempre un’esperienza forte, che arricchisce in ogni senso
        Tu hai fatto bene fare la valigia e ammiro il tuo coraggio e la tua intraprendenza
        Grazie a Internet si accorciano un po’ le distanze, si è lontani ma sempre e comunque a contatto con la casa natìa o con le persone care questo è molto positivo
        Credo che capiti lo stesso anche a te..poi tu curi anche un blog e interagisci con un sacco di persone e ti fa sentire un po’ meno lontano anche se sei dall’altro capo del mondo
        Quando rientrerei in Italia avrai un occupazione o sei destinato a restare all’estero?

      • Sono uno dei pochi fortunati 🙂
        Ho un contratto a tempo indeterminato a Firenze, e da lì mi hanno spedito qua in una filiale dove c’era più bisogno… ma quando rientrerò avrò comunque una scrivania ad attendermi, ammesso che non faccia cavolate nel frattempo! 😛

  4. Ormai la laurea non conta più niente…allora si corre a fare un master…poi anche il master lo hanno fatto tutti ….e allora serve l’esperienza…. ma alla fine devi essere fortunato a trovare subito un lavoro perché poi sei troppo grande e troppo qualificato….
    Comunque le raccomandazioni contano purtroppo ma è anche tutto il sistema che non funziona più…
    La gente nella P.A. lavoro poco e sono tantissimi ( ovviamente non generalizzo ..c’è anche chi lavora) …non si possono licenziare ( per carità i sindacati, nati per un ottimo motivo ma che hanno esagerato con il salvaguardare tutti indistintamente)…. si va in pensione a quale età? 70 anni o quasi……. ma vi sembra normale? Le aziende non investono in innovazione, restano indietro e non prendono persone qualificate per farlo… insomma il sistema così non potrà mai funzionare…. Discorso lungo e complesso …..
    Bacino

    • No non è normale mandare una persona in pensione a 70 anni poi semmai con 900 euro al mese quando va grassa
      E’ ovvio che poi i giovani restano senza occupazione, i posti non si liberano e rinnovano mai
      Le aziende sono stremate dalle tasse e faticano a tirare avanti, le più tante chiudono i battenti e sbattono le persone in mezzo alla strada
      Chi è disposto ad assumere lo fa tramite raccomandazioni…ma che vita è????
      Dici bene un sistema così non potrà mai funzionare!!
      Ciao cara..buon inizio di settimana

  5. Che rabbia… Il futuro mi spaventa, e molto.
    Scappano tutti, da qui, ma non è certo questa la soluzione… Dovremmo restare per cambiare qualcosa. Anche se è un’utopia.

  6. “Lei è troppo qualificato”? Ovvero scegliamo una persona di un livello minore al suo così ci costa meno.
    Mia cognata ha 39 anni, un sacco di esperienza alle spalle ma qui non trova nulla da anni; nessuno la vuole perché “è troppo vecchia” “ci costa troppo”. Sta tentando di andare all’estero, lontano, molto lontano da qui e spero riesca a farcela. Ma lasciare un marito a casa e tutti gli affetti perché il tuo paese non ti garantisce un lavoro, è semplicemente vergognoso.
    Buona settimana 🙂

    • Hai detto bene è semplicemente vergognoso
      non so come possa fare tua cognata a trasferirsi all estero con una famiglia qui in Italia da accudire…bisognerebbe partire tutti ma non è mica facile
      ciao…un sorriso

      • Per fortuna (se così si può dire) non ci sono figli. Ma è terribile uguale star distante dal proprio marito. Stanno cercando di espatriare entrambi ma in ogni caso lei dovrà star via da casa almeno 1anno prima di poter avere una certa sicurezza per dire a mio fratello “raggiungimi”. Ciao:)

  7. hai toccato un tasto dolentissimo.
    dopo aver studiato per anni, aver coltivato l’impegno, la costanza e l’amore per ciò che fai, è tremendo accorgersi che, se non hai alle spalle genitori che ti possono supportare economicamente anche ben oltre ai 30 anni, fare un lavoro di ciò che ami diventa praticamente impossibile …

  8. L’ Italia è piena di queste storie e dove abito io, al sud, non ne parliamo… potrei scriverne di libri! Il discorso del “lei è troppo qualificato” non mi è per niente nuovo…
    Si spera in tempi migliori e più giusti ma le premesse non sono rosee

  9. certamente, che delusione! Oggi vengono gratificati gli ignoranti rispetto ad una persona professionalmente preparata. Oggi speculano sui bisogni degli altri, tentano di trattare sui loro stenti ed ecco che succede quello che hai riportato.
    Ahimè, come sono caduti in basso!

    • Le persone sono sfruttate e talvolta sottopagate ma pur di avere un lavoro sopportano
      Oramai i laureati non sono considerati come vent anni fa che erano davvero in pochi…oggi vengono addirittura scartati!!
      Mah!!
      Ciao Antonio!!!

  10. Oggi si va avanti solo in due maniere: una se si scende a compromessi con se stessi, vedi le due amiche, l’altro se ci sono sponsorizzazioni, che è l’anticamera del ricatto.
    Questo non è un buon viatico per l’Italia e gli scandali non stupiscono più.

  11. E’ cosi’ purtroppo, sai quante amiche di mia figlia sono andate all’estero a lavorare, eppure qualcosa deve cambiare, non si puo’ continuare cosi’, i nostri figli hanno il sacrosanto diritto di lavorare! Mi fa una rabbia quando sento, non possiamo assumerlo perche’ “lei e’ troppo qualificato”, sai perche’ va tutto male in Italia, perche’ si assumono persone non qualificate per pagarle di meno!! Un bacione cara, ti auguro una bella giornata domani, qua adesso piove, mah, con tuoni e lampi, menomale che Willy dorme profondamente, in genere ha paura, 🙂

  12. Quante volte mi sono sentita rivolgere quelle parole, e quante lacrime, quanta rabbia sfogata a casa. Poi un giorno è arrivato il colloquio tanto desiderato e con esso il lavoro per cui ho studiato. A distanza di 6 mesi dall’inizio mi sembra ancora un miracolo che tutti i miei sacrifici siano stati premiati. Tardi forse. Ché io ho sempre optato per star sopra la scrivania, mai sotto.

  13. Eh….in questo però la colpa è dell’Italia…che in questo caso (scusa la parola) fa proprio schifo! Dopo tutti i sacrifici che una persona fa per studiare e seguire la sua passione si ritrova con una mano davanti e una di dietro! Ah questo argomento mi ha sempre fatto provocato una gran rabbia! Possibile che solo da noi un laureato vale zero????????
    Luna.

    • una volta la laura era considerata…oggi un pò meno
      Oppure capita come al marito della mia amica che è stato scartato proprio perchè troppo qualificato
      Credo che non ci siamo proprio…siamo alla frutta!

      • Eh già…che cosa vuol dire poi essere troppo qualificati????? È troppa un po’ come quando cerchi lavoro la prima volta e ti chiedono esperienza! Ma chi me la fa fare a 20 anni??? Così quando ce l’hai o sei troppo qualificato appunto oppure sei troppo vecchia!! Mah il paradosso del nostro bel Paese!!!

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