Ero appena uscita da un negozio quando…

Ero appena uscita  da un negozio  quando vedo una donna impegnata in ripetute manovre per parcheggiare la sua auto.
In quel momento passa un ragazzo su uno scooter e urla
” A signò impara a guidà”
Ma guarda un pò …. Mister simpatia su due ruote…grrrrrr

Mentre mi recavo all’auto ho pensato all’ingiusto  proverbio “donna al volante pericolo costante” e alla poca considerazione che gli uomini hanno verso il gentil sesso alla guida
Essendo donna sono di parte ma è assolutamente dimostrato che  se un tempo il mondo femminile non era molto abile al volante, oggi è tutto diverso.

Forse il ragazzotto non sa che secondo un’interessante indagine  le donne si comportano meglio degli uomini, risultando più prudenti, più attente  e  farebbero dell’auto un uso più responsabile  causando meno incidenti.

Suvvia a Lei  le si può perdonare se  raschia i cerchioni dell’auto sugli angoli dei marciapiedi, se  usa  lo specchietto retrovisore per truccarsi, se parla  al  telefono, se parcheggia dando una bottarella a destra e una  a manca e se  per tutto il viaggio  pigia i tasti  della   radio.
 Lui non è poi così perfetto: non  frena ma inchioda, consulta tonnellate di cartine pur di non chiedere indicazioni, ( per fortuna che hanno inventato il navigatore), adora  invadere la corsia altrui “tanto non c’è nessuno” e considera il sorpasso un affronto personale.

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Detto questo gli uomini dovrebbero arrendersi ai dati di fatto e convincersi che le donne  al volante non sono  un pericolo costante  ma una sicurezza sulle strade ^___*

Ma vallo a raccontare al tipetto in scooter!!

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Qualche giorno fa…

Qualche giorno fa ho accompagnato mio fratello al pronto soccorso dell’ospedale per una frattura.
Una volta fatta la radiografia e messo il gesso gli hanno detto “deve tornare domani”
Lui giustamente ha domandato il motivo.
“Per prendere un appuntamento per la visita di controllo” gli è stato risposto
“E non posso prenderlo adesso?”
“No deve tornare domani, perchè l’ambulatorio ora è chiuso”

E’ uscito alterato dall’ambulatorio….sapeva che non sarebbe stato facile per lui spostarsi di nuovo e l’ho rassicurato dicendogli che mi sarei recata io a fare tutto.
Il giorno dopo ho fatto tre ore di fila: tre ore in piedi per avere un foglio con sopra una data.
Come si può chiamare tutto questo se non stupidità sadica?

E se mio fratello fosse stato solo al mondo? 
Avrebbe dovuto chiamare un taxi e con tutto il peso del gesso e i dolori che ne seguivano fare la fila  in piedi  per tutta una mattina, per poi richiamare un altro taxi e farsi riaccompagnare a casa.

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Quale mente perversa può imporre questo tipo di organizzazione?

 

E’ aprendo il …

E’ aprendo il cassetto del comodino che mi sono detta “caspita che disordine!”..quasi  urla vendetta!
Dentro ci trovo di tutto..penne, post-it, libri, fazzoletti, forbici, bottoni, orologio, occhiali, medicinali,caramelle..
E’ l’unico luogo che non riesco a riordinare, forse è la mia valvola di sfogo di un modo di vivere che mi sono imposta!

Sono sempre stata ordinata nelle mie cose,  lo devo a mia madre che ripeteva spesso: “nel disordine si vive male!”.
Giustamente m’obbligava a sistemare la  cameretta tutti i giorni, cosa che facevo puntualmente e ho imparato che  riporre immediatamente le cose al proprio posto senza lasciarle “in giro” mi permette d’impiegare meno tempo per riordinarle.
Con mio fratello s’è arresa, lui nel caos ci viveva proprio trovandosi meravigliosamente a proprio agio.
La sua stanza sembrava un campo di sfollati, io non sarei riuscita a trovare un elefante in mezzo a tanta confusione, lui invece trovava ogni cosa a tempo di record quando la cercava.

Ammetto che l’ordine è bello trovarlo ovunque, ma non al punto di diventare  pignoli e farne una mania.
Non mi fanno invidia i maniaci delle pulizie,  credo che la loro vita sia paranoica al massimo e non riuscirei a convivere con  persone tali: mi sentirei soffocare.

Non mi piace “rompere le scatole” a nessuno, e proprio per questo non riuscirei mai  ad essere assillante con le persone che mi vivono accanto, le lascio libere di manifestare la loro personalità anche in questo contesto…a volte a mie spese e fatica visto che devo riordinare

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Una domanda ora mi sorge spontanea: Ordinati si nasce o si diventa?

Sono uscita a cena con…

Sono uscita a cena con amiche di vecchia data.
Non ci incontriamo spesso ma quando capita abbiamo sempre tantissime cose da raccontarci e trascorriamo delle piacevoli serate.
Qualcuna, fra una battuta e l’altra, si lascia andare a confidenze che lasciano un tantino perplessi.
Non conosco bene l’origine della conversazione, in quel momento stavo chiacchierando con l’amica che mi sedeva accanto, ma quello che ho sentito pronunciare poco distante da me non mi è piaciuto per nulla.

“Bisogna evitare chi si rivela modesto nei sentimenti e nei regali, ovvero evitare gli uomini che economicamente non sono in grado di fare regali costosi. Chi è tirchio nel gesto di donare solitamente lo è anche nei sentimenti”
Sono rimasta allibita..a dire il vero è calato un silenzio gelido fra tutte noi.

Sostenere che il sentimento di una persona si misura con l’entità dell’esborso è da menti poco intelligenti.
Il gesto di fare un regalo a chi si ama viene spesso definito “pensiero” e non a caso al di là dell’espressione un po’ goffa significa che quel dono è il frutto del fatto che si è “pensato” a quella persona.

Per quel che mi riguarda è più apprezzabile chi per abitudine fa piccoli gesti di sorpresa,desideroso di dimostrare quanto tiene a quella persona, di chi ,invece, fa un regalo, magari più costoso alle feste comandate solo perché si sente obbligato.

Tutto questo ovviamente non significa che chi non ha la possibilità di fare dei doni debba essere per forza una persona arida, del resto i modi per dimostrare amore sono tanti.

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Sono anni che non faccio regali in occasione delle feste comandate, mi capita invece di donare qualcosa in un momento particolare quando nessuno se l’aspetta..
Viene accolto sempre con immensa sorpresa e la luce che leggo negli occhi di chi lo riceve non è paragonabile a nulla.
Non ho mai calcolato il valore, poteva essere modesto o costoso, l’importante è che piacesse e una cosa è certa..l’ho sempre donato col cuore.

Mi è capitato di ricevere piccoli oggetti che ancora oggi porto sempre con me. Economicamente non hanno alcun valore, ma affettivamente sono preziosissimi.
Li ho accolti col sorriso, con stupore.. e li ho collocati fra le cose più importanti.

Sono manifestazioni di affetto sincere…e questo non lo dimenticherò mai.

Venerdì ero in centro e mi…

Venerdì ero in centro e mi stavo recando, con passo spedito, in un ufficio per sbrigare alcune pratiche amministrative.
Stavo camminando sul marciapiede quando incontro un ragazzo vistosamente ubriaco che barcollava instabile e a parer mio aveva bisogno di aiuto.
Una giovane donna, che era ferma alla fermata dell’autobus poco distante, osservando che ero rimasta decisamente turbata, mi ha guardato e ha blaterato “ stagli alla larga,che te ne frega, magari cade batte la testa e muore! È quello che ci vuole per gente simile”

Avrei potuto chiamare l’ambulanza, sicuramente avrei evitato che il tizio facesse danni o provocasse incidenti se si buttava pericolosamente sulla strada, ma alle parole della donna mi sono pietrificata.
Non ho fatto altro che unirmi a coloro che sono spudoratamente indifferenti verso la disperazione degli alcolisti.
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Voi come vi sareste comportati?

Stavo bevendo un aperitivo…

Stavo bevendo un aperitivo in compagnia di mia cognata nel bar dello stabilimento balneare.
Seduti accanto al nostro tavolino, un gruppo di ragazzi facevano un gran baccano tracannando litri di birra.
Uno di loro teneva alta la conversazione raccontando l’ultima conquista avvenuta la sera precedente, senza tralasciare i particolari.
– “E’ stato più facile del previsto…mi ha agganciato lei!” ha iniziato

Ometto i giudizi degli amici poco lusinghieri nei confronti della “povera” ragazza.
E’ bastato uno sguardo fra me e mia cognata per sentirci complici e sulla stessa onda di idee.
Cambiano le generazioni, ma le mentalità degli uomini restano sempre le stesse.

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Questo è uno di quei quesiti che non hanno mai trovato alcuna risposta, nonostante il trascorrere degli anni e l’evoluzione dei tempi, rimane antico nelle convinzioni dei maschietti.
E’ risaputo che gli uomini cosiddetti “conquistatori” sono ben visti dalla nostra società,mentre non è la stessa cosa per le donne che vogliono vivere alla pari la propria vita.
Sempre più spesso le donne vengono relegate ad un ruolo non proprio celestiale
al contrario dei così designati “marpioni”.
Perchè considerarla “donna di facili costumi” quando vive la propria vita liberamente come capita agli uomini e loro invece non sono considerati tali?

Io non me ne capacito!!

In spiaggia…

In spiaggia,  sempre più’ spesso,vedo persone tatuate.
Una  domandata è sorta  spontanea:si fanno tatuare semplicemente per seguire una moda?
Ormai tutti i personaggi famosi hanno un tatuaggio e si sa, il desiderio di imitazione, magari con l’aggiunta di un tocco di originalità, è sempre forte.

Un tempo era pura trasgressione, oggi credo che chi si tatua lo fa non solo per abbellire ma per ricordare qualcosa, per fissare nella memoria un momento particolare , un evento che ha segnato la propria vita, come la nascita di un amore o quando finisce, per rafforzare un’amicizia o per l’estetica.

Le donne spesso utilizzano i disegni per sedurre, mentre gli uomini scelgono immagini che puntano sulla forza.
Ognuno trova nelle proprie esperienze di vita un motivo valido per renderlo indelebile sulla pelle…
Evidentemente io non ne ho trovato alcuno, perché nonostante mi piacciono molto non ho mai pensato di farmi tatuare.

REVISTA IMPULS  FIESTA 3

Conoscendomi avrei timore di pentirmi stancandomi di vedermelo addosso..
Notarli sulla pelle di altri fa scaturire curiosità, sapendo che quel disegno ha una storia da raccontare, tutta da interpretare…

E voi ne avete qualcuno?