Eravamo comodamente seduti sul…

Eravamo comodamente seduti sul divano: io e mio nipote di quattro anni.
La tv era accesa e lui stava guardando i suoi cartoni animati preferiti.
Pausa pubblicità.
Stavo sfogliando una rivista quando mi dice:
“Zia cos’è l’eiaculazione precoce?”
“(……)”
Mentre mi arrampicavo sugli specchi , cercando di rispondere, in tv è passato un altro spot che parlava di una crema.
“Zia cos’è il prurito intimo?”
“(….)”
“Lorenzo sai che facciamo? Mettiamo un bel DVD che è meglio!!”

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Una volta esisteva il Carosello, lo rimpiango un po’!!

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Sono andata a casa di Edoardo…

Sono andata a casa di Edoardo,  un amico di  famiglia di vecchia data.
Come sono entrata nella sua casa non ho potuto fare a meno di ammirare la sua passione: la fotografia.
Era molto tempo che non lo vedevo e questo per me è stata una novità.
Lo ricordavo un gran cacciatore, oggi invece i volatili cerca di immortalarli in volo, le lepri mentre corrono nei campi estesi:  immagini che tolgono il fiato.
“Com’è successo?”  Non ho potuto fare a meno di chiedergli “ improvvisamente hai cambiato rotta?”
Lui ha allargato le spalle con un bel sorriso
“E’ stato un po’ come sulla via del Damasco” ha detto
“Ad un tratto con il fucile in mano ho provato un grande vuoto, un gran silenzio. In quel vuoto e in quel silenzio, all’improvviso, uccidere per svago mi è sembrata un’assoluta follia”

Le sue parole mi hanno riportato all’ infanzia.
Il nonno è andato a caccia tutte le domeniche della sua vita.
Ricordo ancora il trambusto delle sue partenze, poco prima dell’alba, e poi il ritorno, la mia curiosità di vedere cosa ci fosse dentro il carniere.
Una volta passata l’eccitazione, però, nel momento in cui gli animali erano in fila sul tavolo della cucina, subentrava in me lo stupore, il dolore.
Con le mie piccole dita mi sforzavo di riaprire le palpebre abbassate, ma lo sguardo non c’era più, era rimasta sola la piccola massa gelatinosa dell’occhio.
Dov’era andata la vita?.
Le lepri dovevano correre, gli uccelli riprendere il volo.
Ma non succedeva, e la vita era strappata per sempre. Ciò che restava erano solo dei corpi rigidi, freddi, senza sguardo, né soffio.
Non ho mai amato mangiare carne, così quell’ecatombe mi è parsa, fin dall’inizio, una strage inutile.

“Quasi nessuno mangia più quello che caccia” mi ha detto Edoardo “ si spara per sparare, per rilassarsi”
“Si usano cartucce più pesanti del peso delle prede e c’è anche chi ha il coraggio di chiamarlo sport”

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Ma si può uccidere per sport???

Un’amica è appena tornata dall’Olanda e…

Un’amica è appena tornata dall’Olanda e mi ha inviata a cena a casa sua.
Ottima occasione per farmi vedere le foto del matrimonio di suo cugino celebrato appunto a Amsterdam .
Mentre scorrevano le immagini sul PC mi raccontava che la cerimonia si è svolta  al Museo della Borsa con un’ euforia generale contagiosa.
La particolarità dell’evento era che tutti gli uomini indossavano la cravatta rosa, mentre le donne avevano abbinato al vestito qualche accessorio di quel colore.
Poteva essere una borsa, piuttosto che le scarpe, un foulard, un cappellino, una collana una cintura, qualsiasi cosa purché fosse di quella tonalità.
Gli sposi hanno fatto il loro ingresso nella sala accolti da una musica toccante con a seguito l’applauso degli invitati, che non hanno trattenuto le lacrime .
Al momento dello scambio delle fedi  Davide e Marco si sono guardati con amore e dopo il giuramento si sono baciati.

Dall’enfasi con cui me ne parlava si percepiva che è stata una bella festa, gioiosa e senza pregiudizi alcuno da parte dei partecipanti.
La mia amica ha ammesso che quando le è giunto l’invito era scettica sul parteciparvi, il contesto la scandalizzava.
Era certa  di non trovarsi a proprio agio, considerando  la sua mentalità chiusa e lontana mille miglia da quel tipo di cerimonie .
Invece è stata la giusta occasione per capire che l’amore è universale.
Si è sentita stupida per tutti i preconcetti a riguardo che l’hanno accompagnata da sempre.

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Mentre guidavo verso casa rivisitavo mentalmente le foto e riudivo le parole della mia amica
Una domanda è sorta spontanea: “ma noi italiani siamo pronti a questo tipo di cerimonie?”

Faccio un passo indietro, anche due…

Faccio un passo indietro, anche due… tanto è il tempo che è passato.
Quello che sto per raccontare risale alla mia adolescenza: il mio primo amore.

Mi ero innamorata di un ragazzo più grande di qualche anno.
Mi coccolava, viziava e vezzeggiava.
La relazione con lui costituì per me l’appagamento di tutti i miei desideri
Sapeva incarnare quel mix di passione e di tenerezza che coronano buona parte dei sogni femminili.
Aveva un’abilità unica a dare corpo proprio a quei sogni.
Mi riservava  mille attenzioni: biglietti con pensieri d’amore lasciati ovunque, regali senza nessuna ricorrenza da festeggiare, cene a lume di candela, vacanze organizzate nei minimi dettagli.
Una volta venni persino allietata da un coretto che mi gratificò di un “happy birthday to you” che attrasse, ovviamente, l’attenzione dei presenti mentre io mi sarei volentieri nascosta sotto il tavolo.

Oggi, col senno di poi,   posso vedere come lungi dall’essere segni di affetto sincero, si trattassero invece di una serie di manierismi, messi in atto a scopo manipolatorio, in modo automatico e compiaciuto senza nessun vero ascolto della diretta interessata, del cui imbarazzo non sembrava minimamente accorgersi.

In sintesi la storia con il mio innamorato  costituì un’ enorme regressione perché qualunque cosa dovessi fare, magari anche con poca difficoltà, c’era la sua presenza: disimparai a badare a me stessa, diventando sempre più dipendente da lui, emotivamente e praticamente.
Ma questo, visto a posteriori, era esattamente quello che  voleva dal momento che, soprattutto all’inizio della nostra frequentazione, la mia intraprendenza e il mio spirito libero gli avevano creato qualche problema.
 Un indizio importante dei suoi sentimenti più profondi me lo diede quando in un tono che voleva essere scherzoso ma in verità era velatamente minaccioso e decisamente sinistro, dichiarò “ ti ridurrò uno zombie”.
La lucetta rossa che segnalava “pericolo !!!” lampeggiava furiosamente ma io, ormai accecata dal mio sogno di amore demenziale , mi ostinavo a fingere di non vederla. Presto avrei dovuto imparare a proteggere me stessa: L’apprendimento fu lungo e doloroso , ma una volta compiuto mi rivelò aspetti di me che non posso che definire sorprendenti.
Col passare del tempo accanto a lui non mi sentivo più una donna, ma un oggetto di sua proprietà.
Mi aveva imposto regole che dovevo seguire alla lettera senza permettermi di sgarrare e io per amor suo, pur di renderlo felice, obbedivo.
Non potevo indossare gonne corte, truccarmi, uscire con le amiche, avere contatti con persone senza la sua presenza.
Ero di sua appartenenza.
Pur facendo il massimo per accontentarlo, annullando la mia personalità, non gli bastava mai e iniziavano gli insulti e le minacce.
Quando tutto questo ha lasciato spazio alle alzate di mani, le tirate di capelli ho finalmente capito che di amore non si trattava.
Una sera, in preda ad una rabbia esplosa per la mia richiesta di uscire con un’amica,  mi serrò le sue mani attorno al collo riducendomi cianotica. 

Dinanzi la mia faccia sconvolta sfoderava le sue armi migliori per farsi perdonare: dolce e affettuoso, decisamente pentito degli insulti  pronunciati che (?)non pensava e dei gesti maniacali che aveva adottato, ovviamente (parole sue)  non si sarebbero più ripetuti.
Nonostante tutto fu mio padre ad allontanarlo dalla mia vita, io ero completamente soggiogata da lui.

Oggi , torno a chiedermi perché gli uomini arrivano a tanto?
E perché alcune donne fanno tanta fatica a difendersi e sono così vulnerabili nella sfera degli affetti?
Troppe donne sono riluttanti nel denunciare gli abusi di cui sono state e sono tuttora vittime, chi ci potrà mai aiutare in simile frangenti?
Chi  potrà mai darci la forza di spezzare  la penosa connivenza che oggi vede tante donne complici del loro carnefice?

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L’ho rivisto dopo circa vent’anni , per caso.
Camminava con passo spedito e lo sguardo rivolto verso le piastrelle che avrebbe calpestato di lì a poco. Teneva per mano un bambino, che  strattonava.
Ho dedotto che gli anni non hanno mitigato il suo modo di prevalere sulle persone.

Ora mi chiedo: “come ho fatto ad amarlo?”

 

Contro la violenza sulle donne esiste un numero importante: 1522
E’ bene usarlo!

Sabato in compagnia di …

Sabato in compagnia di un’amica mi sono recata in un negozio in centro.
Mentre ci trovavamo sotto al portico abbiamo incrociato una ragazza che accompagnava una persona anziana su una carrozzella.
Ad un certo punto si è fermata ha bisbigliato qualcosa all’orecchio della “nonnina” e le ha fatto una carezza.
Non potete capire che tenerezza mi ha fatto quel gesto.
“Non ricordo l’ultima volta che ho ricevuto una carezza e neanche quando l’ho donata” ho detto all’amica
“Ma come ti vengono certi pensieri da un momento all’altro” ha sorriso
“Non so..ma all’improvviso sento la necessità di un gesto così affettuoso, dolce, tenero, fatto col cuore”
“Beh..fa piacere a tutti riceverlo, comunque hai ragione, la carezza è un gesto che viene dimenticato o dato per scontato, a differenza di un bacio che viene scambiato oltre che per amore anche per amicizia su una guancia o per saluto quando ci si incontra” mi ha risposto.

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Quell’immagine mi ha fatto ricordare una citazione di Alda Merini:
“E bastava una inutile carezza a capovolgere il mondo…”

Per voi è un gesto abituale?….per quel che mi riguarda mi sono resa conto che ha ragione la mia amica..la carezza viene spesso dimenticata manifestando affetto con abbracci, parole e perché no baci.

Ieri mi trovavo a …

Ieri mi trovavo a casa di una cugina quando è arrivata una sua amica.
Era visibilmente sconvolta, reduce dalla fine di una relazione sentimentale durata parecchi anni.
Si è sfogata raccontando che la loro convivenza era un susseguirsi di alti e bassi, ma ha sempre cercato di essere paziente e di provvedere a tutto, anche perché lui non lavorava e faceva fatica a mantenersi.

Negli ultimi tempi però si era accorta che si stava allontanando e ha scoperto che aveva una relazione con un’amica comune.
Ovviamente la sofferenza del tradimento ha lasciato il posto ad una rabbia enorme, soprattutto perché mentre lei faceva fatica ad arrivare a fine mese , lui dall’altra parte  si trastullava con quell’altra.

Ora vuole rivolgersi ad un avvocato per chiedere la restituzione di tutto quello che ha pagato per lui in tanti anni

“Sono diventata cattiva e anche stronza” ha detto con una grande rabbia

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Mentre rincasavo pensavo alla circostanza.
Capisco la rabbia di lei, ma secondo me è sbagliato pretendere di essere risarcita.
In amore si compiono gesti perché dettati dal cuore e non calcolati, talvolta è più bello donare che ricevere.
Lei è stata generosa e ha dimostrato il suo amore in tanti modi.

E’ anche vero che non è stata ricambiata e la rabbia  ha la meglio ma  sarà lui che se la dovrà vedere con la sua coscienza.
Fare cattiverie di ogni tipo, anche se feriti in modo atroce, non portano a nulla di buono e a lungo andare sono pesi sull’anima.

È fondamentale vivere in pace con se stessi e, se proprio la devo dire tutta, è meglio essere ricordati per il bene che si è trasmesso e non per il male  inferto.