Questa mattina mentre mi alzavo pensavo…

Questa mattina mentre mi alzavo pensavo:è davvero così?
Davvero l’anno nuovo è una creatura tenera e innocente?
Per quanto mi sforzassi, non riuscivo a vederlo questo bambino: l’anno vecchio esce di scena e ne arriva uno più vecchio ancora, più curvo, più ferito dall’insulto dal tempo e dal peso di ciò che si porta dietro.
Dove sono gli anni nuovi?
Un anno nuovo presuppone uno spirito diverso, uno sguardo differente, presuppone un progetto e la volontà di realizzarlo.
Se per caso al vegliardo del 2014, un attimo prima di uscire di scena, dovesse scivolare il sacco di mano, cosa ne salterebbe fuori?
Arroganza, insulti, corruzione, retorica, false parole, false promesse, e una Patria provata.
Il 2014 se ne va triste e umiliato, carico di spazzatura come un bidone della nettezza urbana.
Se ne è andato in modo diverso il 2013? e il 2012?
Non mi pare, non credo.
Da anni il nostro Paese vive uno stato sempre più grave di degrado, una lunga discesa buia dalla quale non si riesce a vedere la fine.
La sensazione è un po’ quella di trovarsi su un mezzo  di trasporto guidato da un autista impazzito . Cosa importa se a bordo ci siano donne, bambini, anziani?
E’ desolante rendersi conto di quanto poco il bene del Paese sia stato nei pensieri di coloro che si erano assunti il dovere di occuparsene.
L’autobus ormai corre sul baratro e dagli altoparlanti continuano a dirci che si tratta di una gita di piacere. Dobbiamo fare finta di crederci?

E’ bene non perdere mai la speranza e anche se un po’ preoccupata voglio pensare al nuovo anno che verrà con ottimismo..ha bisogno di essere creduto!

images

….parto con una promessa..lascio all’anno vecchio il mio lato polemico…ultimamente ha sempre la meglio e non va bene!

Voi che aspettative affidate al nuovo anno?

Secondo gli…

Secondo gli psicologi, la celebrazione del   Natale è uno degli eventi che porta più sconquasso negli stati profondi della psiche.
Tutto ciò che durante l’anno se ne sta quieto, con l’avvicinarsi della festa, esplode.
Fobie, nevrosi, solitudini, ansie, senso di fallimento e desideri di fuga invadono di colpo alcune persone.
Essendo principalmente una celebrazione della famiglia, il Natale funziona anche come cartina di tornasole.
Rancori e incomprensioni ricompaiono con prepotenza nelle settimane precedenti.
“Io il Natale con mia suocera? Piuttosto scappo a Polo Nord!”,
“Mio cugino? Per carità non lo sopporto!”.
Poi, magicamente, a due giorni dalla festa tutto si mette a tacere e il 24 sera o il 25 a pranzo si è tutti riuniti attorno ad una tavola imbandita.

Il Natale è la festa della “luce vera”, quella che illumina ogni uomo, allora bisogna cancellare i sentimenti negativi, tutto quello che c’è intorno e aprire il cuore alle persone che ci vivono accanto.
E questo deve protrarsi per tutti i giorni e mesi che seguiranno..
Dite che non sarebbe una brutta idea?

auguri-natale

A tutti i miei amici virtuali  auguro  un Natale pieno di magia e serenità..
Buone Feste
di cuore!

Un sentimento che non mi appartiene è …

Un sentimento che non mi appartiene è l’odio…ma per comprendere il motivo della mia certezza bisogna fare un passo indietro e ritornare fra le pieghe di quel lenzuolo.
Di quel giorno ricordo il grande lenzuolo bianco che lo copriva, da esso fuoriuscivano le oramai scarni mani e il volto stanco della sofferenza subita.
Mentre ero al capezzale del suo letto pensavo che quelle ore in fondo erano un regalo che mi veniva fatto.
Il regalo di riappacificarmi con l’essere burbero e infelice che in tutta la sua vita non aveva mai saputo donare qualcosa di positivo a nessuno.
Mi trovavo accanto a lui e nonostante tutto lo nutrivo e facevo  quello che lui non aveva mai fatto.
All’improvviso l’odio era scomparso e così la rabbia.

Nei miei gesti e nei miei pensieri c’era soltanto pena per quella persona, per la follia e l’inutilità della sua breve esistenza.
Ero convinta che si sarebbe spento, dopo la lunga malattia, chiamando a voce alta sua moglie, litigando con suo fratello, facendo le cose  che non aveva mai smesso di fare. Invece non è stato così.
Stavo sfogliando una rivista accanto a lui e qualcuno ha pronunciato il mio nome.
Ho alzato la testa, nella stanza non c’era nessun altro, allora ho guardato nel letto, lui stava lì, con gli occhi aperti e luccicanti.
Ho visto le sue labbra muoversi e pronunciare con un fil di voce il mio nome
Mi sono alzata di scatto.
“Si?” gli ho risposto
Mi ha afferrato una mano, l’ha stretta e se l’è portata vicina al petto.
“Vuoi bere?” ho chiesto “hai caldo?..hai freddo?”
Sentivo l’urgenza di riempire quel silenzio con qualcosa. Teneva lo sguardo su di me stranamente fisso.
“Ti senti male?” ho domandato
Con un gesto molto lento ha portato la mia mano vicino al suo viso, grosse lacrime uscivano dagli occhi e scivolavano dritte sul cuscino.
Se l’è posata sulla guancia, poi vi ha messo le labbra, invece di parlare farfugliava. Soltanto al terzo tentativo ho decifrato le sue parole, ha detto “Scusa, scusami tanto”
Ho pensato di rispondere “Eh via, scusa di cosa?” invece sono scoppiata in singhiozzi

Due ore dopo il suo respiro era inesistente
E’ passato dall’assopimento all’incoscienza senza quasi accorgersene, all’improvviso, quando i suoi figli  e la moglie non erano presenti.
Non so se abbia  realizzato che ero sempre lì accanto a lui,   comunque prima di andarsene ha sorriso con dolcezza.

dolore_03
Sono scoppiata in un pianto addolorato.
Vedendomi mi è venuta vicina la figlia di una ricoverata.
“Gli voleva molto bene vero?” ha chiesto cercando di consolarmi
Silenzio
Non mi usciva alcuna parola anche se avrei voluto dirle:
“No…lo odiavo. L’ho sempre odiato per questo piango”

Ho così compreso che l’odio è un sentimento che fa più male alle persone che lo provano.
Non bisogna permettergli  di insinuarsi nella nostra anima e nel nostro cuore..io vivo con il rimorso di non averlo compreso quando avrei potuto farlo.
Ho preferito buttarmi dietro le spalle le possibilità di avvicinarmi e capire cosa lo portava ad essere un uomo ombroso, mi sono semplicemente celata dietro ad una parola che alla fine non porta mai a nulla di buono

Ieri uscita dall’ufficio mi sono recata in

Ieri uscita dall’ufficio mi sono recata in un centro commerciale a comprare alcune cose.
mentre stavo guardando una vetrina si sono avvicinate due signore e non ho potuto fare a meno di ascoltare la loro conversazione. “Ci tocca anche quest’anno” diceva una all’altra con un espressione davvero amareggiata. “Giuro che è l’ultima volta, l’anno prossimo partiamo il 23 e tanti saluti a tutti”.
Sembrava che invece di una festa natalizia si andasse incontro ad una catastrofe naturale.
La festa del Natale ha perduto per i più il senso religioso, trasformandosi in una specie di piccolo inferno che si trascina sino all’Epifania.
L’umore di fondo che pervade questi tempi è la scontentezza e per sfogare questo stato d’animo ci si lamenta.
Lamentandosi si corre a fare i regali e si comprano in fretta oggetti per lo più inutili.
E anche quest anno, visto i tempi di crisi, presumo circoleranno sempre più i doni riciclati.
E mia madre ne sa qualcosa.

L’anno scorso ha pensato bene di regalare ad un’amica una cesta composta di prodotti artigianali davvero sfiziosi, e un servizio di caffè molto carino mai usato, che le era stato regalato l’anno prima.
Peccato che era proprio lei l’amica che le aveva fatto quel dono e mi sarebbe piaciuto vedere la sua faccia quando se l’è visto recapitare nuovamente a casa…forse pensava di essersene sbarazzato..e invece!!
Mia madre si è resa conto della figuraccia che ha fatto solo qualche giorno dopo, chiacchierando le è venuto in mente ed è diventata paonazza, non aveva più il coraggio di telefonarle.
Io invece riciclo la carta..Ci sono pacchi con involucri troppo carini, colorati, scintillanti e mi dispiace romperla..
Allora la conservo e mi capita di riutilizzarla al primo pacco da incartare…
Ehm..dicendo questa cosa faccio una figuraccia..ma non mi vergogno ammetterlo..e poi la carta non va sciupata..è una forma di rispetto verso l’ambiente..mettiamola così va!! ^__*

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

Resto cmq dell’idea che un regalo è un’azione ben più complessa che correre in un negozio e arraffare alcune cose.
Cercare un oggetto per una persona cara occorre tempo e bisogna sapersi aprire ai pensieri e alla sensibilità dell’altro.
Va benissimo anche se è riciclato, purché il gesto racchiuda affetto e nessun obbligo

Ero a cena a…

Ero a cena a casa di un’amica.
Lei è insegnante e suo marito avvocato.
Vivono in una casa dove il lusso predomina e fa da cornice ad un contesto invidiabile agli occhi di tutti.
Hanno un unico figlio, Paolo, oggi sedicenne.
Dalla vita ha tutto quello che un adolescente potrebbe desiderare: bravissimo a scuola, un’atleta a tennis, tanti amici e una fidanzatina, parole sue, niente male.
Eppure Paolo non si sente capito dai suoi genitori.
Abbiamo trascorso tutta la serata a discutere con i miei amici sul perché.
Loro per primi non sanno darsi una risposta:”Ha tutto, il nostro amore, la nostra accoglienza, il nostro dialogo. Eppure dice che non lo capiamo!”

Tornando a casa riflettevo sul mio passato… anch’io come figlia mi sono trovata in una situazione del genere, in tante circostanze e né ricordo una in particolare
Un giorno, all’età di otto anni, la maestra mi diede una punizione perché non avevo eseguito un compito come lei aveva detto.
“Disegnate la vostra mamma!”
Tutti i miei compagni fecero la classica rappresentazione della mamma colorata e sorridente, io no. Disegnai un sole immenso.
Il mio gesto non fu un atto di disobbedienza, semplicemente per me la mamma era il sole, la luce, il calore.
Mia madre fu chiamata dalla maestra e ricordo che al suo ritorno a casa mi diede un sonoro ceffone.
Per questo gesto piansi per giorni interi, fui punita senza poter dare una spiegazione

Qualche mese fa ho avuto una discussione con mio figlio  ventenne.
In quel mare di parole scambiate è uscito di tutto, anche il suo disagio che l’ha seguito per parecchi anni della sua adolescenza.
Mi ha accusata di non essere stata presente come lui avrebbe voluto.
Eppure io l’ho sempre seguito, ero sempre accanto a lui e non mi sono accorta di nulla.
Mi sono chiesta come ho potuto non rendermi conto dei suoi stati d’animo, come mai non sono riuscita a comprendere il suo bisogno di aiuto.
Al termine di quello scambio verbale ci siamo abbracciati.
Quell’abbraccio era colmo di sensazioni, emozioni nuove, consapevoli e di tanto amore.

3583014999

Ho chiamato la mia amica e le ho raccontato dei miei ricordi.
Credo di essere stata d’aiuto nel far loro comprendere che non sempre possiamo capire il disagio dei nostri figli.
A volte non basta neppure l’amore.

 

Curiosa decisi di iscrivermi a…

Curiosa decisi di iscrivermi a Facebook, pensai “lo fanno tutti”
Era un pò come seguire una moda, un’ ottima occasione per ritrovare vecchi amici persi nel corso degli anni per svariati motivi.

E’ un mondo completamente diverso da quello di worpress, mi sono sentita un attimino persa..mi dovevo orientare in un contesto nuovo.
Inserisco foto personali…invio richieste di amicizie..clicco su “mi piace” in calce ai post, lascio qualche commento e noto che in diverse pagine di persone amiche trovo scritto di tutto: l’ultima uscita con il fidanzato, il ristorante esclusivo da visitare, il compleanno della nonna, della zia, il viaggio appena terminato, le scarpe nuove appena comprate e chi più ne ha più ne metta…insomma privacy zero.
E’ un po’ come sbirciare dal buco della serratura e curiosare sulle vicende altrui.

Mi arriva un messaggio “ ciao ti ricordi di me? Posso averti fra i miei amici?”
Sinceramente il nome non mi ricordava alcuna persona conosciuta in passato …penso ad una tattica di pseudo-inciucio.
“ma dai..proprio non ti ricordi?”  ..
ehm..no non ricordo..

La mia esperienza facebookiana ha avuto vita breve …se nutrivo qualche dubbio in merito si sono annullati in un battibaleno quando un amico virtuale, incrociato in un altro portale, mi invia il seguente messaggio.
“Ciao mi è arrivata la tua mail d’invito nella mia casella di posta…ho visto che ti sei registrata su Facebook, non sapevo che sei di XXX, abiti a XXXX…ti chiami di cognome XXXX , sei amica di XXX ecc…”
Acc…. tramite una mail d’invito che non sapevo partisse in automatico al momento della  registrazione  era riuscito a sapere cose mie personali che solitamente rivelo alle persone di cui mi fido e non a tutti…

mani_pc_jpg_1315991312

Alla faccia della privacy…ho cancellato tutto e addio  Facebook

Per voi è importante l’anonimato in rete?
Per me sì.

“Finalmente è arrivato il freddo”

“Finalmente è arrivato il freddo”   ha blaterato il mio collega con espressione compiaciuta
Per una come me che detesta l’aria pungente,la sua uscita non è stata il massimo dell’espressione.

“Quando arriva l’inverno provo sempre una sottile felicità” ha continuato

“sarà che fra qualche giorno è anche il mio compleanno sono davvero euforico…È proprio vero che si è inclini a preferire la stagione in cui si è venuti al mondo!!” ha farfugliato.

L’ho guardato perplessa.
Non avevo mai considerato questa coincidenza, eppure  per quel che mi riguarda ho sempre pensato, e continuo a farlo, che la primavera sia il mio abito migliore. E guarda caso sono nata in un giorno di marzo, quando questa stagione è alle porte.
Gli  ho sorriso pensando che in fondo aveva ragione.

La primavera è allegra e positiva, a volte capricciosa. Si presenta in sordina per poi esplodere in un affresco meraviglioso di colori e intensi profumi.
In tutto questo mi riconosco.

Mentre l’inverno  è  chiuso, avaro, rigido, scarsamente attraente con i suoi rigori, col   grigio delle sue giornate talmente brevi e fredde.

L’autunno, invece,  è malinconico,  pieno di nostalgia  per l’estate che è andata: sonnolento e raccolto, dedito a meditazioni  intime e riservate. La luce si smorza, le giornate si accorciano, i colori si spengono attingendo al rosso e al giallo, mentre il  buio incalza laddove prima era luce accecante.

L’estate è  spudorata, sfacciata e sfrontata. Caratterizzata da  giornate lunghe e interminabili, sature di rumore e clamore, piene di luce, di sole  e calore.

Ad ogni stagione il suo carattere che forse ci rappresentano un po’…per questo le preferiamo.

FORTE NEVICATA A MILANO

 

Voi ci avete mai pensato?..
preferite la stagione in cui siete nati?