Ero a cena a…

Ero a cena a casa di un’amica.
Lei è insegnante e suo marito avvocato.
Vivono in una casa dove il lusso predomina e fa da cornice ad un contesto invidiabile agli occhi di tutti.
Hanno un unico figlio, Paolo, oggi sedicenne.
Dalla vita ha tutto quello che un adolescente potrebbe desiderare: bravissimo a scuola, un’atleta a tennis, tanti amici e una fidanzatina, parole sue, niente male.
Eppure Paolo non si sente capito dai suoi genitori.
Abbiamo trascorso tutta la serata a discutere con i miei amici sul perché.
Loro per primi non sanno darsi una risposta:”Ha tutto, il nostro amore, la nostra accoglienza, il nostro dialogo. Eppure dice che non lo capiamo!”

Tornando a casa riflettevo sul mio passato… anch’io come figlia mi sono trovata in una situazione del genere, in tante circostanze e né ricordo una in particolare
Un giorno, all’età di otto anni, la maestra mi diede una punizione perché non avevo eseguito un compito come lei aveva detto.
“Disegnate la vostra mamma!”
Tutti i miei compagni fecero la classica rappresentazione della mamma colorata e sorridente, io no. Disegnai un sole immenso.
Il mio gesto non fu un atto di disobbedienza, semplicemente per me la mamma era il sole, la luce, il calore.
Mia madre fu chiamata dalla maestra e ricordo che al suo ritorno a casa mi diede un sonoro ceffone.
Per questo gesto piansi per giorni interi, fui punita senza poter dare una spiegazione

Qualche mese fa ho avuto una discussione con mio figlio  ventenne.
In quel mare di parole scambiate è uscito di tutto, anche il suo disagio che l’ha seguito per parecchi anni della sua adolescenza.
Mi ha accusata di non essere stata presente come lui avrebbe voluto.
Eppure io l’ho sempre seguito, ero sempre accanto a lui e non mi sono accorta di nulla.
Mi sono chiesta come ho potuto non rendermi conto dei suoi stati d’animo, come mai non sono riuscita a comprendere il suo bisogno di aiuto.
Al termine di quello scambio verbale ci siamo abbracciati.
Quell’abbraccio era colmo di sensazioni, emozioni nuove, consapevoli e di tanto amore.

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Ho chiamato la mia amica e le ho raccontato dei miei ricordi.
Credo di essere stata d’aiuto nel far loro comprendere che non sempre possiamo capire il disagio dei nostri figli.
A volte non basta neppure l’amore.

 

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41 thoughts on “Ero a cena a…

  1. O, a volte, in quelle parole, un figlio chiede solo aiuto. E veste quella richiesta di un’arma che ha maschera punitiva per chi gli sta vicino, ma porta in grembo la voglia di abbraccio e protezione.
    Capita. Semplicemente.
    Liquid spirit – break it down (feat. Raffaella)

  2. Le cose sono due: o in te scorre potente il Sacro Potere della Cipolla o hai un cuore grosso quanto il mondo, perché stavolta mi sono commosso forte a leggere.

    Ovviamente non posso parlare come genitore, però sì, problemi del genere li ha/ha avuti chiunque, e credo che siano dati da una reale mancanza di comunicazione da entrambe le parti. Questo è il mio pensiero, ovviamente.

    Caffè? 🙂 Stavolta offro io.

    Ti abbraccio forte :*

      • Certo che sì, ci provai a far capire loro le cose e per tutta risposta mi mandarono da uno psicologo senza motivo perché pensavano che fossi esaurito (allora avevo 14 anni circa). Tempo 10 minuti e mandai a quel paese psicologo e i miei facendogli capire a chiare lettere che non ero io ad aver bisogno dello specialista.

        Sono passati anni da allora ma non hanno mai cambiato, però ho imparato ad ignorarli quando serve. E sì, ho tentato di spiegar loro innumerevoli volte cosa c’era che non andava ma come si dice: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

        Ogni tanto ci ripenso a tutto ciò e mi dico che, se fosse nata mia figlia, sarei stato ben diverso nei comportamenti. Nessuno avrebbe tolto le difficoltà (quelle ci sono sempre state e ci saranno sempre), ma le avrei affrontate in maniera diversa, tutto qui.

      • sai Jim…anche io da bambina mi dicevo ” da grande sarò diversa coi miei figli”
        Poi invece mi sono sentita dire da mio figlio le stesse cose che dicevo io ai miei genitori
        Non so…bisogna trovarcisi in certe situazioni, a volte sembra facile ma non lo è
        Una cosa è certa…in certi contesti ho compreso i miei genitori
        un bacione grande

  3. Io ho avuto un’adolescente simile a quella del figlio dei tuoi amici, eppure nel periodo delle medie sono stata malissimo, davvero una profonda infelicità e senso di incomprensione. Ho fatto io dei passi verso i miei genitori (tutto sommato bravissime persone che facevano del loro meglio) solo da più grande. Purtroppo l’avere tutto davvero non basta e a volte neppure l’amore è una fase della vita che va passata e in quel frangente, chi vive quel tipo di sofferenza (che può fare paura) in modo abbastanza normale punta il dito su coloro che sembrano l’ostacolo alla felicità. I genitori. Poi si cresce. Io come madre di un ragazzo di 18 anni e due più piccole cerco sempre di tenere a mente quanto io fossi confusa, quanto non mi piacesse ciò che ero e non lascio solo aperta la porta del dialogo ma a volte lo forzo un po’. Poi c’è la vita, le preoccupazioni adulte, le tristezze adulte e la distrazione inevitabile che ne deriva. A volte comprendere a fondo il disagio dei figli non è possibile, semplicemente perché neppure loro sanno esattamente quale sia il problema è il rischio, a volerlo trovate ad ogni costo, è quello di focalizzarsi solo su un tassello, magari macroscopico ma marginale nel vero disagio. È’ che fare il genitore è durissima è come ti muovi ti sbagli. Mai smettere di provarci però, credo il segreto sia tutto li.

    • Spronare i figli al dialogo è una bella cosa, solo così s’impara a conoscerli, riusciamo a capire cosa passi nella loro testa
      Però è anche vero che se fai un passo troppo in avanti sono loro a reclamare la loro privacy
      Mia figlia è molto introversa ma la capisco al volo, mi basta uno sguardo, una smorfia e “penso” di percepire il suo disagio interiore.
      Con mio figlio è andata diversamente, proprio come dici tu, ha vissuto un’adolescenza confusa, in perenne sfida con se stesso, un continuo mettersi alla prova e ogni sua delusione si sfogava con me
      Insomma non è stato semplice anche perché si chiudeva in un mutismo totale.
      Oggi che ha superato questa fase è riuscito a esternare il suo disagio e a riconciliarsi con me
      Io gli sono sempre stata accanto, perché non volevo si sentisse solo e ci sarò sempre
      Questo lui ora lo ha capito
      Sempre bello leggerti
      Ti abbraccio

  4. Devo essere sincero: ho fatto fatica a leggere il post. Non perché sia difficile ma non riuscivo a staccare dall’immagine che hai messo ad inizio pagina 😀
    Tornando serio penso che in generale non sia facile trasmettere ai figli la sensazione di essere seguiti e compresi. Alcuni genitori credo li seguano più come follower di twitter che come responsabili (in gran parte) della loro felicità. Penso dipenda fondamentalmente da un aspetto inevitabile: il tempo passa e cambiano le esigenze ed i punti di vista. Per essere come loro vorrebbero dovremmo avere in comune questi due aspetti ma non è facile. Credo sia importante far sentire loro la nostra presenza. Un giorno mio figlio mi ha chiesto: “Perché non mi dici mai che sei fiero di me?”. Mi sono sentito stringere il cuore. Adesso, quando la sera, dopo aver letto la storia, detto le preghiere e scambiato vari baci, gli dico “Io e la mamma siamo fieri di te” (è vero, non lo dico per accontentarlo), lui mi risponde “Hai detto una cosa bellissima”. So che un giorno mi manderà a cagare per averlo sgridato per essere tornato all’alba, ma sono momenti indimenticabili di cui far tesoro.

    • Ma a quale immagine ti riferisci? Quella del post?
      Che tenero tuo figlio..vedi??..loro hanno bisogno di sentirsi dire certe parole che noi semmai diamo per scontate
      Sempre troppo presi dai nostri mille problemi, sempre di corsa pensiamo che la nostra vicinanza sia abbastanza..invece non è proprio così.
      Oggi se mio figlio rientra all’alba neanche me ne accorgo…ho finito la voce durante la sua adolescenza. Certe gonfiate gli davo, ogni ritardo era un rimprovero, poi alla fine non contavano neanche quelli.
      Ci ho fatto l’abitudine
      Ciao Lello..un abbraccio

      • mi riferisco alla foto della ragazza seduta 🙂
        In effetti ci si rende conto facilmente di come a volte i figli sembrino aver bisogno della luna ed invece magari basta molto meno. Non ti nascondo che a volte ci rimango male pensando che con un piccolo gesto in più avrei potuto farlo sentire più coccolato. Ma d’altra parte si impara ogni giorno ad essere genitori. e chissà se ci si riesce mai al 100% 🙂
        Un abbraccio

  5. Carissima, come mi sono ritrovata nelle tue parole! E’ davvero difficile capire a fondo i nostri figli, semplicemente perché sono individui diversi da noi. Possiamo stargli vicino, tenere a mente quello che siamo stati e cercare di non ripetere gli sbagli dei nostri genitori, ma comunque sbaglieremo perché i tempi sono diversi, le problematiche pure, noi e i figli stessi! Mi sto interrogando tanto sul mio essere una buona madre in questi giorni, sai quello che ci è capitato, e cerco di tenere a bada i sensi di colpa pensando che a volte e’ davvero impossibile capire, anche perché loro stessi sono i primi ad essere impenetrabili. E allora non si sa mai se forzare un po’ il discorso o aspettare che vengano loro, sdrammatizzare o preoccuparsi davvero. Lasciare che se la cavino da soli, o intervenire. Tu sei sicuramente una splendida mamma, di grande esempio per me. Un abbraccio grande.

    • E’ vero quello che dici..per quanto noi vogliamo comportarci verso i nostri figli diversamente da come si sono comportati i nostri genitori verso di noi poi alla fine sbagliamo lo stesso, perché i tempi sono differenti
      Come te mi sono chiesta se sono una brava mamma agli occhi dei miei figli, non ho saputo dare una risposta
      Oggi li vedo sereni, educati, decisi verso i propri ideali, credo di aver contribuito anche io a renderli così…e ne vado fiera
      Sei sempre tanto carina con me..grazie di cuore ^_^

  6. Trovo che purtoppo ad ogni età sia associato un differente livello di sensibilità, direttamente collegato al livello di amplificazione, nel recepire i vari input provenienti dal nostro intorno.
    Credo che piccoli e grandi, figli e genitori abbiano modi diversi di recepire gli scambi emozionali all’interno di una relazione e pertanto è possibile che abbiano luogo delle discussioni anche quando noi adulti presumiamo di aver dato il massimo in una determinata situazione.
    Sono stata una bimba particolarmente problematica, facevo fatica a socializzare, avevo problemi a scuola nei rapporti con la maestra e durante la mia fase adolescenziale ho avuto parecchi battibecchi con i miei genitori, giudicando spesso inopportune le loro decisioni nei miei confronti, assolutamente incosciente del fatto che loro lo stessero facendo per il mio bene.
    Maturando ho sempre più campreso che il piano di educazione dei miei genitori è stato quello giusto per me, fino ad oggi che penso di essere stata davvero fortunata ad “essere capitata” in un nucleo familiare gestito – credo – diligentemente.
    Ora non perdo occasione di ricordare ai miei genitori quanto sia d’accordo con il metodo educativo che hanno adottato e nei miei confronti, e nei confronti di mio fratello.
    Sono convinta che anche tuo figlio maturando ed affrontando poi sua la vita con i mezzi che gli hai donato con tanto amore si accorgerà di quanto tu sia stata una brava madre. Non demordere 😉

    Un abbraccio cara
    Enza

    • Cara Enza, ho provato tenerezza per te sai?..ti ho vista bambina
      Una bambina simile a me, timida, introversa, fragile

      Come te ho ricevuto un’educazione rigida e severa, non ho un bel ricordo della mia infanzia e della mia adolescenza, ho provato immensa solitudine
      Con i miei figli sono l’opposto, non sono severa, cerco di seguirli con tanto affetto…con mia figlia funziona, con mio figlio un po’ meno
      Non so cosa cercasse da me, non l’ho mai capito, sta di fatto che la mia vicinanza non le è bastata
      Se un tempo ho tanto criticato i miei genitori oggi sono il mio punto di riferimento più importante, la mia forza. Non posso desiderare genitori migliori..perchè loro sono i migliori
      Ti abbraccio forte forte

  7. Il rapporto mamma figlio è molto diverso da quello mamma figlia per un cumulo dii ragioni. Una, ad esempio, il figlio non riesce esprimere quello che sente e vorrebbe che fosse la madre a intuire il suo disagio, mentre la figlia si confida più apertamente. Il padre spesso è un elemento “estraneo”, perché è assorbito dal proprio lavoro e pensa di liquidare tutto in termini economici (crede che sia sufficiente accontentarlo nei suoi desideri per renderlo felice). Quindi si vengono a creare delle sacche insidiose, dove i genitoricredono che sia sufficiente l’amore che riversano sul figlio, mentre lui si aspetta di potersi confidare col padre e in subordine con la madre. Da qui, secondo me, nascono quei piccoli malintesi, che se non sono sanati subito, diventano delle sottili barriere di gomma impermeabile.
    Ovviamente sono solo pensieri personali, perché anche il contesto familiare gioca un ruolo non secondario.

    • Sono pensieri personali azzeccati sai…il tuo commento mi ha fatto riflettere molto e credo che tu abbia ragione e non poco!!
      Infatti con mia figlia si è istaurato un rapporto diverso, più intimo diversamente è quello con mio figlio, siamo molto vicini ma non sempre riesco a capire le sue aspettative, gli trasmetto tanto affetto ma lui cerca altro
      Insomma…non è facile per nulla
      Ti auguro una bella giornata ^___^

      • Questa riflessione nasce da quella personale con mia figlia, che è molto diversa da quella tra lei e mia moglie. Sicuramente c’è un ottimo rapporto tra noi ma spesso, per le questioni più delicate e del cuore, manda in esplorazione mia moglie. Poi ascolta le mie considerazioni, che spesso sono azzeccate, ma è con mia moglie che si confida.
        A me chiede l’opinione sulla professione, per il fatto che conosco bene l’ambiente nel quale opera.
        Serena serata

      • è vero..anche io parlo tanto con mia madre..è la mia migliore amica
        Con mio padre ho un rapporto diverso …da sempre…ma gli voglio tanto bene cmq
        Ciao carissimo..ti abbraccio forte forte

  8. I figli cambiano con l’eta’, l’adolescenza penso sia il periodo piu’ brutto per loro ma anche per noi genitori, io ti capisco, si ha sempre paura di sbagliare, per me e’ stato il contrario, Chiara quando aveva sedici anni era intrattabile perche’ voleva la sua indipendenza, io sono sempre stata una mamma chioccia, troppo presente, protettiva e mi andata bene perche’ mia figlia e’ cresciuta bene e ha capito il mio comportamento perche’ anche mia mamma era cosi’ con me! Se ti dico che adesso mia figlia che ha 28 anni e’ una figlia chioccia, 😀 , e’ protettiva nei miei confronti e se non rispondo al cellulare si arrabbia, 😀 😀 😀 penso sia genetico questo comportamento! Un bacione cara, vivi serena, tu sei una mamma meravigliosa e tuo figlio lo ha capito, un bacio tesoro, buon venerdi’! ❤ ❤ ❤

    • Anche mio figlio voleva la sua indipendenza e io gli lasciavo le sue libertà, con fatica.
      Poi invece mi ha criticata perché non l’ho seguito come lui desiderava..ma io dico..è fatica prenderci ehhhh
      Con mia figlia è tutto diverso..lei ha un altro carattere, più simile al mio e non si è mai posto questo problema
      Ti auguro un felice fine settimana stellina
      Un bacione

  9. Eeehhh già…. i soldi non fanno la felicità di un bambino. Però da adulti possono bastare….. 🙂
    Ho notato che le mamme si alterano con i figli per qualsiasi stupidata (tipo camera in disordine, bicchiere lasciato in giro etc.) che alla fine diventa la normalità e si finisce per non ascoltarla più. Infatti per i rimproveri più importanti solitamente si chiama il papà! Quando mi attivo io, in casa non vola una mosca……..

    • Sorrido….caspita dici proprio sul serio
      Beh quando c’è vo’ c’è vo’
      È vero quello che dici…brontolo spesso per il disordine lasciato o per un ritardo o per la cena lasciata raffreddare….con il risultato che neanche mi ascoltano
      sigh che ingiustizia
      Sono sincera non riesco ad essere severa…sarà che lo sono stati tanto con me che proprio non riesco ad esserlo coi miei figli. ..e questo non è positivo…lo ammetto
      Buon fine settimana 😀

      • Ricordati, non si può prendere sempre un antibiotico anche per un raffreddore. A lungo andare non farà più effetto! Si chiama assuefazione. Piuttosto lascia il disordine, primo o pai darà fastidio anche loro e se ritardano ai pasti fargli trovare il piatto vuoto, senza arrabbiature o incazzature. Adesso sono grandi e possono arrangiarsi.

      • Tu dici bene…ma un cuore di una mamma sempre il cuore di una mamma
        Pensa che non sgrido neanche il gatto e lui continua a tirare i fili delle tende…sto male se lo faccio..mi fa pena
        E così è con i miei figli.
        Un giorno ho rimproverato mia figlia e dopo 30 minuti sono andata ad abbracciarla..col broncio proprio non riesco a stare
        Cmq proverò a fare come dici tu..non riordino più le loro stanze..chi la dura la vince ^__^ spero di non dover alzare i piedi quando varco la soglia della camera!
        Bello parlare con te ^__^

  10. Che argomento scottante!
    Tutti soffriamo di incomprensione a quanto pare,e quanti messaggi mandati con amore vengono recepiti in tutt’altro modo e provocano sofferenza!
    Il famoso gap generazionale, esiste , a quanto pare!
    Comunque , se rinascessi farei il contrario di tutto quello che ho fatto con i miei figli!
    (…e poi , magari , sarebbe sbagliato lo stesso…)

    • Io invece mi comporterei allo stesso modo
      Perché ogni gesto è stato dettato con amore…
      E se ho sbagliato non è stato volontariamente ….
      Sono sempre stata me stessa…e questo i miei figli lo devono comprendere

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