Mio nonno possedeva…

Mio nonno possedeva un cane da caccia, Golia; aveva un temperamento mite e affettuoso ed era il mio compagno di giochi preferito.
Per pomeriggi interi lo imboccavo con pappine di pane bagnato e di erbe, oppure lo costringevo a fare la cliente della parrucchiera, e lui senza ribellarsi girava per il giardino con le orecchie ornate di forcine.

Un giorno, però, proprio mentre gli provavo un nuovo tipo di acconciatura, mi sono accorta che sotto la gola c’era qualcosa di gonfio.
Già da alcune settimane non aveva più voglia di correre e di saltare come una volta. Se mi mettevo in un angolo a mangiare la merenda, non si piazzava più davanti a sospirare speranzoso.
Una mattina, al ritorno da scuola, non lo trovai ad attendermi al cancello. In principio pensai che fosse andato da qualche parte con mio nonno.
Ma quando vidi mio nonno tranquillamente seduto sulla poltrona del salotto e senza Golia ai suoi piedi, mi nacque dentro una grande agitazione.

Uscii urlando a squarciagola, lo chiamai per tutto il giardino, tornata dentro per due o tre volte esplorai la casa da cima a fondo.
La sera, al momento di andare a cena, raccogliendo tutto il mio coraggio chiesi a mio padre “Dov’è Golia?”
“Golia” rispose lui senza distogliere lo sguardo dal giornale“Golia è andato via”
“E perché?” domandai io.
“Perché era stufo dei tuoi dispetti”.
Indelicatezza? Superficialità? Sadismo? Cosa c’era in quella risposta?

Nell’istante preciso in cui sentii quelle parole, qualcosa dentro di me si ruppe.
Cominciai a non dormire più la notte, di giorno bastava un nonnulla per farmi scoppiare in singhiozzi.
Andavo sempre in giro portandomi dietro la pallina smangiucchiata di Golia.
Il mio compagno di giochi se n’era andato perché io ero stata cattiva, allora mi convinsi che il mio comportamento influiva su ciò che stava intorno. Influiva facendo scomparire, distruggendo.

Da quel momento in poi le mie azioni non sono state più neutre, fini a se stesse. Nel terrore di fare qualche altro sbaglio le ho ridotte via via al minimo, sono diventata apatica, esitante.
La notte stringevo la pallina tra le mani e piangendo dicevo “ Golia, ti prego, torna, anche se ho sbagliato ti voglio più bene di tutti”

bambina-gioca-con-cane-foto
Quando mio nonno portò a casa un altro cucciolo, non volli nemmeno guardarlo, per me era, e doveva rimanere un perfetto estraneo. …
Con il tempo è stato quel batuffolo peloso a cercare me.

Ho trovato ingiusto e gratuito il comportamento di mio padre.
Colpevolizzarmi di un qualcosa che in realtà non dipendeva da me mi ha creato angoscia, ansia e rabbia
Oggi col senno di poi posso dire che influire sul comportamento dei bambini attraverso strategie di tipo psicologico provocano insicurezze e fragilità difficili da superare
E io ne so qualcosa!

Annunci

77 thoughts on “Mio nonno possedeva…

  1. Mah… Per fortuna che all’aridità di sentimenti altrui alla fine ne sei uscita vincente e guarda adesso che splendida donna che sei, in tutti i sensi.

    Ci sarebbero tante cose da dire ma mi trattengo che se parte l’embolo e poi chi lo ferma più? Oltretutto potrebbe scatenare la pioggia, far arrivare il freddo a -15, sciogliere le calotte polari e rallentare la giornata, e già oggi è lunedì, il giorno più odiato della settimana, quindi meglio cominciarla bene 😉

    In compenso ti abbraccio forte e ti dico che Golia ti è sempre stato accanto, come lo è sempre anche adesso, magari con un’altra pallina smangiucchiata ma c’è sempre 🙂

  2. Ma la risposta di tuo papa’ forse e’ l’ultima cosa. L’elemento che stona e’ che tu torni a casa e non ti danno spiegazioni, tu a tuo nonno non ti avvicini e non le chiedi, corri fuori a cercare il cane e nessuno ti si avvicina a dare spiegazioni. Doveva essere tuo nonno. Tuo papa’ si ritrova a darti spiegazioni a cavolo xche’ secondo me non sapeva come spiegare la morte a una bambina forse xche’ nemmeno a lui da piccolo sono state date spiegazioni. Ora sei grande, forse puoi capire il meccanismo a volte assurdo e metabolizzarlo.

    • Sicuramente è come dici tu..mio padre non è mai stato portato per il dialogo
      Però penso che a volte più che sparare parole a vanvera che possono ferire è meglio tacere
      Ora sono grande e ancora oggi faccio fatica a mettermi nei suoi panni!
      Buona giornata!! ^__^

  3. Capisco la tua rabbia e il tuo rancore verso tuo padre, ma forse lui stesso era vittima del dolore di quella perdita e, seppur in modo goffo e inadeguato, credo che il suo intento fosse solo quello di dare una risposta immediata credibile per una bambina.
    Purtroppo noi adulti sottovalutiamo la sensibilità e l’intelligenza dell’infanzia e solo in questi ultimi anni inizia a diffondersi un’attenzione verso le dinamiche psicologiche dei bambini.
    Noi adulti non siamo in fondo che bambini cresciuti e il bagaglio delle emozioni di un’età solo apparentemente lontana ce lo portiamo dietro tutta la vita e, come giustamente sottolinei tu, è proprio ciò che determina le nostre personalità.
    Quello che ti auguro è di riuscire nel tempo a perdonare tuo padre e a vedere quell’apparente cattiveria come la volontà ingenua di voler proteggere la propria figlia da una verità difficile da spiegare ad una bambina, la morte.

    • Voglio molto bene a mio padre, oggi è molto cambiato e lo vedo diverso verso ai miei figli.
      Ha un comportamento protettivo e affettuoso come non lo è mai stato con me
      Forse col tempo ha capito che ha sbagliato e cerca di rimediare ponendo attenzioni verso i suoi nipoti
      Belle le tue parole, consolano sai?
      Cmq concordo con te..un tempo c’era meno attenzione a salvaguardare la sensibilità dei bambini, i genitori di oggi sono più accorti e comprensivi
      Ti abbraccio forte forte ^_^

  4. Terribile! Purtroppo prima tanti genitori erano così, anche mio padre, mio nonno, hanno avuto varie uscite infelici (non a questi livelli ma che ferivano davvero). Tu però sei diventata ugualmente una donna, una mamma meravigliosa e con grande capacità di analisi e da come ne parli hai elaborato e superato quella frase infelice di tuo padre. Però peccato, basterebbe così poco a volte…

  5. Sono pienamente d’accordo con te, colpevizzare qualcuno come ha fatto tuo padre non é un comportamento giusto, soprattutto quando si parla ad un bambino. Ma la mia domanda sorge spontanea (infatti la attendevo durante la lettura)… Perché non hai chiesto a tuo nonno dove si trovava il cane? In fun dei conti era suo e non di tuo padre…. 😉😉

    • Mio nonno sapeva quanto fossi legata a quel cane e per non darmi la brutta notizia che mi avrebbe fatto soffrire ha farfugliato un ” non lo so” e ha delegato il tutto a mio padre che più sbrigativamente e forse in preda alla rabbia per la perdita di Golia ha pensato di incolpare me
      Cmq c’è da dire che mio padre mi rimproverava spesso per come trattavo il cane mi diceva che non era un gioco e io imperterrita continuavo
      Ecco come mi ha punita
      Buon pranzo ☺

      • Capisco! Si, Puó essere che anche tuo padre si sia trovato in difficoltà per la perdita del cane. Peccato per il modo, ma tant’è, ormai il passato é passato ☺️ Buon pranzo anche a te cara, qui da noi ormai sono le due, quindi ora mi faccio un buon caffè… 😉😉

      • Sicuramente è come dici tu…ma io l ho vissuta diversamente!
        Oramai è passato ma siccome il mio blog è come un diario mi è piaciuto condividere con voi questo mio momento di vita
        Un bacione grande 💛

  6. A volte queste “cose” non sono fatte con l intenzione di fare male o di ferire quanto perché non si sa cosa dire. E stupida superficialità. So quanto si possa stare male. Se io dovessi tornare a casa e non trovare più il mio cane potrei morire… Un abbraccio

    • Come te amo molto gli animali a tal punto che li considero parte della famiglia. ..
      Perderli è un dolore infinito ma non si può colpevolizzare nessuno se accade
      Hai ragione mio padre è stato superficiale
      ciao Manu…un sorriso per te 🙂

  7. Quanta rabbia e quanto dolore si potrebbero evitare se solo si avesse il coraggio di essere sinceri e di capire che i bambini possono accettare e comprendere verità scomode molto meglio degli “adulti”? Un abbraccio, comprendo la tua sofferenza.
    Mela

  8. Veramente di una gran cattiveria tuo padre.
    Anche il mio tendeva a fare così, a scaricare su di me colpe che non avevo.
    Mi ha creato fragilità e insicurezze, poichè qualsiasi cosa facessi pensavo fosse sbagliata.

  9. mio padre era come il tuo, frettoloso nel dare risposte e spesso mi feriva senza un motivo preciso. Forse credeva che facendomi soffrire sarei cresciuto più in fretta
    Il mio malessere psicologico lo sfogavo a scuola, ero aggressivo con tutti e mi ha portato ad avere difficoltà nel rapportarmi con gli altri
    Quindi bisogna fare molta attenzione coi bambini che sono anime innocenti

  10. Effettivamente a volte i nonni possono essere deleteri, soprattutto se affezionati ad uno stile educativo superato e a volte in netto contrasto con quello che cerchiamo faticosamente di dare noi ai nostri figli

  11. Mi spiace per la tua esperienza, il tuo trascorrere il tempo con Golia è stato molto educativo, non esiste alcun sostituto al sentimento che i bambini provano per gli animali, a quell’empatia che anche gli animali provano per i bambini.
    Tuo padre ha sicuramente sottovalutato la tua sensibilità e non ha capito quanto peso abbiano le parole per un bambino: meglio incoraggiare, fare emergere il meglio della personalità di un bambino che instillare sensi di colpa gratuiti.
    Nella mia esperienza ho dovuto combattere con i pregiudizi nei miei confronti, per il semplice fatto che sono mancina.
    E’ faticoso poi realizzare che non si è ” diversi” ma si hanno altri modo di approcciarsi. Ho sempre amato gli animali e non ho mai frenato i miei figli, anzi attualmente ho tre cani in casa ed una delle mie figlie è volontaria presso il canile della città. 🙂

      • Anche io ti seguo e ti sono grata per aver pensato bene di me,
        Credo che siano molte le persone sensibili, spesso ferite e costrette ad erigere mura difensive.
        Il mondo non aiuta, partendo dalle prime esperienze sociali, da quella forma educativa che mette al primo posto la competizione.
        Ogni persona ha i suoi tempi, le sue inclinazioni e diventa conflittuale dover negare se stessi per adattarsi a situazioni che ci vanno strette.
        Un bacione a te 🙂

      • già…è proprio come dici tu
        Personalmente ho lavorato parecchio su di me per migliorarmi, per superare fargilità che limitavano la mia vita e ho dovuto smussare parecchi spigoli caratteriali per potermi rapportare con le persone
        Eè stata una faticaccia..ma coi tempi giusti sono abbastanza contenta!
        Buon martedì 🙂

  12. Un tempo c’era questa regola non scritta: dire che era il comportamento del bambino/a a provocare un certo evento.
    Ovviamente col senno del poi si notava che questo era una forma psicologica errata, perché poteva creare nel bambino delle forme di fobia o di insicurezza, come quelle che hai descritto.
    Credo che sia meglio essere sinceri, anche se la verità è dolorosa piuttosto che dire delle pietose bugie che creano ansie e angosce.

  13. oddio! come ha potuto comportarsi così tuo padre?! beh anch’io da piccola avevo un cucciolo che adoravo, poi un giorno tornando da scuola non l’ho più trovato, è scappato mi dissero in casa, ma dove può essere finito era piccolo e indifeso, l’ho aspettato e pianto tanto……solo dopo anni mi hanno confessato che era stato investito dall’auto di mio padre rientrato a casa la sera….. :’)

  14. Sai, a volte penso a quanto le persone possano essere diverse…c’è chi è aperto a un dialogo sereno, e chi non vede l’ora di liberarsi di due paroline brevi brevi. Non so nulla di tuo padre, non so se quelle poche parole fossero esempio di un carattere, e forse dietro ci sono tanti sentimenti inespressi che si ignorano…sicuramente tu bambina non potevi capire, e lui doveva capire, perchè la personalità di un bambino non la si può modellare a proprio piacimento, soprattutto quando i due pilastri su cui si appoggia sono gli stessi che modellano… nel passato delle persone ci sono tanti fattori che contribuiscono a definire un carattere, nel tuo sarà confluita anche questa esperienza, ma forse ci sono tanti lati nascosti… Parlo senza sapere, di certo fu un errore, dato dalla superficialità, dall’incapacità forse di comprendere l’importanza dell’età o delle parole, o forse anche da un carattere chiuso e poco pratico di dolcezza…Ma si può sempre rimediare ai propri errori, perchè sicuramente un padre vuole bene ai propri figli 🙂

    • Mio padre non è mai stato aperto al dialogo..anzi l’opposto
      Direi che lui è per le “paroline brevi brevi” ..pungenti più che mai!
      Forse è come dici tu..è un suo modo per celare sentimenti e emozioni…diventa aggressivo per nascondere il suo stato d’animo..è una forma di pudore anche questa.
      Solo che un bambino fa fatica a comprendere tutto questo..proprio come dici tu
      Sai…tempo fa mi è stato detto “datemi i primi tre anni di un bambino e vi racconterò la sua vita”
      Questo per dirti che proprio nei primi anni di infanzia si forma la personalità di ogni individuo e riemerge anche in età adulta
      Per questo bisogna fare molta attenzione, i bambini sono come spugne..assorbono di tutto…poi si ritrovano a fare i conti col proprio carattere molti anni dopo..quando forse è troppo tardi.
      Trascorri una bella giornata ^__^

  15. Un padre lo si colpevolizza di tante cose, evviva i padri.
    Scusa se uso questa frase ad effetto, ma il ragionamento è molto lungo, cercherò di essere conciso.
    Se tuo padre ti avesse detto che Golia era morto, per te cosa avrebbe significato? Invece no, tuo padre ti ha detto che Golia era andato via perchè non ti sopportava più. Tuo padre non ha fatto altro che darti i mezzi per reagire attraverso l’introspezione. Con ogni probabilità non se ne è reso conto nemmeno lui.
    Per te Golia era immortale, tutto quello che troviamo da piccoli sembra ci sia concesso per tutta la vita, una gioia perpetua. La morte, la fine di tutto non è natuarale, è uno strappo alla realtà. Cos’era naturale nel caso tuo e di Golia? Che lui fosse andato via. Che motivazione dargli? Ma si, da bambini ne abbiamo fatte di cotte e di crude ai nostri cani. Io su Gigi ci poggiavo una scala a pioli e pretendevo che mi portasse a spasso a mo di biga. Quando Gigi è sparito la motivazione che mi ha dato mia madre è stata che dividevo con lui la merenda e lei non voleva che io mi ammalassi di una malattia canina. Comportamento protettivo di una madre, e una madre ha un ruolo nutritivo.
    Il padre viceversa ha un ruolo normativo: il tuo ti ha detto che assoggettavi Golia a regole non condivisibili. Non era vero, è stata però la prima risposta che ti ha dato, ma dentro di se di certo voleva essere da sprone per regole che tu dovevi ponderare, direi una risposta istintiva come quella di mia madre per la merenda.

    • Nessuno vuole colpevolizzare i genitori..ho semplicemente raccontato come ho vissuto quel momento
      Anche io sono genitore e non sono perfetta..i miei figli possono rimproverarmi di tante cose ma una cosa è certa, cerco di essere comprensiva e spiegare a loro le cose come stanno.
      Mio padre poteva dirmi che Golia stava giocando con gli angeli e che mi seguiva sempre e comunque, per esempio, ..o altre cose…ma mai crude come le sue parole.
      Che non si sia reso conto della situazione ci può stare…ma resto cmq perplessa
      Certo che pure il tuo Gigi ne ha sopportate ehh…i cani sono i migliori amici dell’uomo..non mi stancherò mai di dirlo!
      Non approvo molto neanche il comportamento di tua madre, i cani non c’entrano nulla, poteva darti una punizione..semmai niente merenda per una settimana così tu imparavi a non dividerla con Gigi!!
      E poteva dirti sinceramente la verità!
      Ciao a presto ^__^

  16. Povera piccina, mi dispiace tanto, non conosco tuo padre ma posso solo pensare che lui sia stato poco sensibile nei tuoi confronti, spero che tua mamma abbia colmato le sue mancanze perche’ ti faccio il mio esempio: anche mio papa’ era un po’ burbero, lui lavorava tanto, due lavori per farci vivere al meglio, tornato a casa ovviamente era stanco e dovevamo stare tutti in silenzio ma la dolcezza e la gioiosita’ di mia mamma cancellava qualsiasi cosa, 🙂 ho dei ricordi bellissimi della mia infanzia, giocavo con lei e mio fratello, ricordo risate, passeggiate, e alla sera lei ci leggeva sempre un libro mentre mio papa’ dormiva nel salone con la tele accesa! Adesso che mia mamma non c’e’ piu’ e mi prendo cura di mio papa’ che ha 84 anni io faccio le stesse cose che lei faceva con noi, gioco a carte con lui, facciamo tante passeggiate, lo ascolto quando mi racconta dei suoi tempi e ridiamo tanto insieme! Un bacione cara, ti voglio un mondo di bene, ricordalo, buona giornata per domani, ❤

    • Tu sei di una dolcezza infinita…provo sempre tanta tenerezza quando ti leggo
      Anche mio padre oggi è un agnellino, cerca compagnia, si sofferma a chiacchierare e ha finalmente smesso di sbraitare e urlare per casa
      Oggi ho mille premure per lui, e non finirò mai di ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per me..non mi è mai mancato nulla
      Però se mi guardo indietro…ecco…avrei alcune cosette da rimproverargli, una è quella citata nel post…ma alla fine taccio…oramai è passata tanta acqua sotto i ponti..
      Un bacione grande grande per te ^__^

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...