Accendo il telefono alle 7.45

Accendo il telefono alle 7.45, la domenica faccio le cose con più calma.
Mi precipito in bagno a fare una doccia bollente.
Il bip del messaggio in arrivo è rimasto soffocato dal rumore dell’acqua.
Uscita dalla doccia ho avvolto i capelli nell’asciugamano e mi sono infilata nell’accappatoio.
Mi sono guardata nello specchio appannato, passata la crema sul viso e mi sono diretta in cucina per preparare la colazione.
Ho visto il messaggio alle 8.05 mentre stavo sorseggiando il caffè.
La tazza mi è scivolata dalle mani.
Mentre la macchia nera si allungava nel pavimento sono corsa in camera, indossato una tuta da ginnastica di ciniglia blu, ho buttato l’asciugamano bagnato sul letto, sono corsa in bagno a recuperare il phone.
Erano ancora umidi i capelli quando mi sono infilata le Nike.
Di corsa mi sono diretta fuori di casa urlando a mio padre di prendere le chiavi della sua auto, agitata com’ero non potevo mettermi alla guida.

Mio figlio mi avvisava che due ore prima, mentre stava rincasando dopo una nottata in discoteca, aveva avuto un incidente e si trovava in ospedale con altri tre suoi amici.
Il tempo si è fermato..tutto scorreva a rallentatore, i semafori sempre rossi, la strada  pareva più  lunga del solito, mio padre sempre troppo cauto.
Nulla di grave ci hanno assicurato i medici ma volevo constatare con i miei occhi.
Mi sono precipitata nell’ambulatorio ed erano tutti sdraiati sulle barelle in attesa di accertamenti.
E’ quando siamo andati a recuperare l’auto che ci siamo resi conto della gravità dell’incidente e di quanto siamo stati graziati da Dio.
Tutti, me compresa.

Certe notizie arrivano scagliandosi addosso come tegole precipitate dal tetto.
Se in un primo momento si è presi da una sorta di forza che ti fa muovere nonostante il turbamento emotivo poi subentra la consapevolezza dei fatti…ed è lì che si precipita..
Sono caduta in una sorta di abbattimento che ancora oggi sussulto per un sms arrivato in orario strano e sino a quando non sento la porta aprirsi in piena notte e i passi di mio figlio salire le scale non dormo sonni tranquilli.
Certi traumi psicologici non li superi più.

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A distanza di tempo ho chiesto a mio figlio perché un messaggio e non una chiamata, mi ha risposto che non voleva farmi preoccupare, in fondo  nessuno era ferito grave e poi era domenica, l’unico giorno che potevo dormire

Che dire…..non ho avuto parole!

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75 thoughts on “Accendo il telefono alle 7.45

  1. Carissima, intanto un fortissimo abbraccio, capisco bene il trauma e anche io faticherei a riprendermi. È la mia paura più grande! È andata bene per fortuna, adesso penso che tuo figlio starà ancora più attento perché si sarà spaventato anche lui, e avrà capito il vero rischio che hanno corso lui e i suoi amici. È stato di una sensibilità unica con quel messaggio e non la telefonata, per non disturbarti la domenica mattina. Quanta tenerezza… Ancora un bacio mia cara❤️

    • beh sì…sono situazioni forti dove c’è solo da imparare e spero che lui abbia capito la lezione
      Anche se girare per la strada occorre un pizzico di fortuna
      Ci siamo spaventati parecchio tutti…ma è andata bene..poteva andare peggio
      Oggi finchè non mette piede in casa non sono serena e capisco i miei genitori quando stavano in ansia per me e io invece li consideravo troppo assillanti…
      un abbraccio per te!!

  2. Posso solo immaginare quello che hai provato, ma sono felice che tutto si sia risolto per il meglio! Tuo figlio è uno spettacolo, ha fatto un incidente importante e si preoccupa del fatto che tu possa dormire un po’ di più almeno la domenica. Questo è voler bene, voler bene davvero, secondo il mio punto di vista! Un abbraccio forte 😘

  3. Capisco perfettamente cosa significa sussultare ogni volta che suona il telefono.
    Passerà, ci vuole il tempo e ognuno ha il suo!
    Ciao, Sara

  4. Oh cavoli, e io che ti ho scritto una vaccata come al solito 😶

    Mi dispiace enormemente e ti abbraccio forte forte. Per fortuna che è andato tutto bene. Ci vorrà tempo prima che ti sparisca l’angoscia ma vedrai che sparirà da sola.

    ❤️ 😘

  5. Non sono madre, ma zia di due nipoti maschi, ancora abbastanza piccoli, ma ho già in testa il giorno in cui inizieranno ad uscire da soli e soprattutto di sera quando andranno a divertirsi in compagnia, perchè in fondo ne hanno diritto, come l’abbiamo fatto noi da ragazzini.
    Ma sono comunque preoccupata e non poco. Non voglio immaginare invece la preoccupazione di mio fratello, il loro padre…
    Ovviamente spero che mai possano accadere loro cose gravissime, e – ahimè – nel caso in cui capiti un incidente, che sia il meno grave possibile.

    Ti abbraccio forte
    Enza

    • Beh sì…per un genitore è sempre una preoccupazione quando il figlio esce di casa
      Se devo essere sincera ero riuscita anche abituarmi all’idea ma dopo quello che è successo sono tornata ad avere le mie ansie
      Passerà…
      Ciao Enza..ti abbraccio

  6. A 23 anni mi sono impastato un sabato sera contro un guard rail, causa ghiaccio, senza cintura e con una Ceres tenuta in mezzo alle gambe. Danni: due punti di sutura in testa e due milioni e mezzo di danni all’auto.

    Il problema più grosso è stato avvisare a casa. Fino alle 3 di notte non mi hanno dato il permesso di alzarmi e non volevo che li avvisassero loro i miei genitori(all’epoca i cellulari erano solo per yuppies e spacciatori).

    • ma bravo…sì sì..proprio un bell’esempio
      guidare con una Ceres fra le gambe è il massimo!!
      Ti è andata benissimo…hai rischiato grosso!!

      Cmq avrai sicuramente imparato la lezione…e non lo fare più ehhhhhh

      • Da allora ho sempre allacciato la cintura, mi è servita di lezione. Adesso non so se guidasse tuo figlio o di chi fosse la colpa, di certo staranno tutti più attenti dopo questa esperienza. Credi che non ti possa accadere mai niente, che sei troppo bravo alla guida senza fare i calcoli con gli altri. Basta che uno non rispetti uno stop e ti ritrovi fra un ammasso di rotami. Da allora ho sempre allacciato la cintura, mi è servita di lezione. Adesso non so se guidasse tuo figlio o di chi fosse la colpa, di certo staranno tutti più attenti dopo questa esperienza. Credi che non ti possa accadere mai niente, che sei troppo bravo alla guida senza fare i calcoli con gli altri. Basta che uno non rispetti uno stop e ti ritrovi fra un ammasso di rotami. Te l’ho già detto, quando mi accorgo di avere davanti a me un cretino alla guida, cambio strada.

      • sorrido..ma davvero cambi strada se ti ritrovi davanti uno un pò impedito?
        Io rallento e mantengo distanze chilometriche
        Cmq guidava mio figlio..si era fermato allo stop ma poi è ripartito non accorgendosi dell’auto che arrivava ad alta velocità da una curva

        Per la strada occorre tanta prudenza e …fortuna!!
        ciao Alby!!

      • Molte volte la cambio, piuttosto che azzardare un sorpasso nel centro abitato……
        E’ capitato anche a mia moglie qualche anno fa con mio figlio in macchina, ad una rotonda non ha dato la precedenza e sono stati centrati in pieno. Anche lì nessuna conseguenza.

      • per fortuna che nelle rotonde si rallenta e gli urti non sono mai gravi
        Bella invenzione …sono stati eliminati tanti incroci dove ogni volta passare era un terno al lotto
        ciao Alby!!

  7. A me è capitato per un incidente a mio padre, ma all’epoca i cellulari non erano ancora alla merce di tutti e l’avviso dell’accaduto arrivò tramite il suo socio…lì la cosa più grave fu che io mia madre e mia sorella dovemmo dare il consenso all’asportazione di un occhio, passò il tempo, mise l’occhio di vetro, ma mai una parola sull’accaduto…
    Poi sono stata io un paio di vote a dare l’ansia alla mia famiglia…ma entrambe le volte per colpa degli altri che mai rispettavano le precedenze…..la prima a 19 anni è stata la più grossa e ne porta ancora le conseguenze….

    • Che brutte esperienze….mi dispiace tanto per tuo padre
      Ecco quando capitano cose così gravi la vita cambia..non solo la sua ma di tutti..è un peso che si porta sulle spalle come un macigno..non si superano mai
      Ti abbraccio forte forte

  8. Capisco tutto e comprendo come il blocco psicologico sarà difficile da superare. Per fortuna non ho avuto mai problemi del genere con mia figlia, ovvero uscita di sera e sms dal pronto soccorso. Però ricordo che finché non sentivo il portone di casa aprirsi e chiudersi non stavamo tranquilli.
    Un caro abbraccio

  9. Con questo post hai evocato la paura più grande di ogni genitore: hai evocato la mia!
    I miei figli sono troppo piccoli per giri in macchina in notturna ma ricordo molto bene la corsa in ospedale con la mia piccola di 18 mesi a causa di un bicchiere rotto che aveva lesionato la sua cornea. Ricordo l’operazione di urgenza per evitare il prolasso dell’occhio, ricordo la lunga attesa fuori dalla sala operatoria, ricordo il terrore, ricordo l’amore.
    E ora quando vedo gli occhi di mia figlia, azzurri e limpidi come il suo sorriso, mi soffermo sul suo piccolo iride irregolare color celeste-mare e penso a quella notte.
    Penso alla vita e a come, a volte, scorre dolorosa. Con il tempo poi il dolore acquista senso e dignita ed è così che l’esperienza, buona o cattiva che sia, diventa forza.
    Grazie per questa condivisione.

  10. Mamma mia, un abbraccio cara, posso solo dirti, menomale che andato tutto bene, io posso capirti, sono stata male per un anno per la telefonata, io l’ho ricevuta di notte, ti assicuro che ogni volta di notte sentivo il telefono squillare, come tuo figlio e’ andato tutto bene ma che spavento!!! Baci tesoro, ❤

  11. Di recente anche mia sorella si è dilettata facendo un frontale con un tir. Non so per quale miracolo se l’è cavata solo con qualche graffio, mentre la parte interessata della macchina sembrava passata sotto una pressa! Adesso mia madre la chiama ogni volta che sente passare un’ambulanza. 🙂

  12. Sono venuta qua per ringraziarti per il “mi piace” che hai lasciato sul mio blog e ho trovato questo post davvero preoccupante. Che paura devi esserti presa, quanto ti capisco, questi benedetti figlioli fanno vivere i genitori sempre preoccupati. Però quanto bene ti vuole per “farti dormire un po’ di più almeno la domenica “. Sono contenta che tutto si sia risolto per il meglio, un abbraccio affettuoso a madre e figlio.

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