Sono venuti a farci visita…

Sono venuti a farci visita degli amici di vecchia data.
Mia madre ha servito un aperitivo in giardino, al riparo del gazebo che troneggia fra il verde del parco, mentre i  bambini giocavano con una palla trovata da qualche parte nel garage di casa.
Una bimba è caduta facendosi davvero male.
Sono corsa in suo aiuto seriamente preoccupata, mentre sua madre è rimasta impassibile, seduta con il suo bicchiere in mano come se nulla fosse accaduto.
La bambina disperata e sofferente era inconsolabile.

Dinanzi il dolore di qualsiasi esser vivente, uomo o animale che siano, non riesco a non provare pena. Mi adopero per alleviare il male, trasmettere coraggio e a volte faccio mie le sofferenze altrui.
Mia madre mi rimprovera, da sempre, che sono troppo apprensiva verso chiunque.

Vi racconto un aneddoto per farvi capire in quale clima educativo mi ha cresciuta.
Quando, come a tutti i bimbi di due o tre anni mi capitava di cadere, mia madre invece di raccogliermi consolandomi come è nell’istinto di alcune mamme (me compresa) se ne stava immobile a poca distanza ad aspettare che mi rialzassi da sola, ripetendo come un mantra “Non è niente, non è niente”.
Preferisco pensare che le costasse fatica quel  gesto, così naturale per ogni adulto, di raccogliere un bimbo caduto, in realtà  sapevo bene quale fiducia lei riponesse nei benefici di un’educazione severa.
A sentir lei mi avrebbe fornito i mezzi per esercitare una capacità senza la quale nella vita non si va lontano: la padronanza di se stessi.

Affiora in questo ricordo anche un tratto della sua personalità.
Quando qualche anno fa si è trovata ad affrontare una grave malattia detestava essere commiserata, e in quel “non è niente” ripetuto più volte anche per tenere lontani curiosi, c’era tutto il suo modo di essere che le imponeva di sminuire e sdrammatizzare ogni circostanza che potesse evocare nei presenti la aborrita compassione.

 

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Nonostante gli insegnamenti  spigolosi ricevuti e l’esempio di mia madre devo ammettere che  la mia personalità sarà sempre fragile dinanzi a qualcuno che soffre e  non sono mai riuscita ad imporre ai miei figli un’ educazione rigida..mi sarei sentita morire dentro.

Intanto Sabrina, la mamma della bambina in lacrime, ha continuato la sua chiacchierata indisturbata.
Sua figlia, dopo che le ho medicato la ferita, si è asciugata le lacrime e si è unita agli altri bambini continuando a giocare….con a seguito tutta la mia comprensione.

Non so..spesso mi assale il dubbio di essere sbagliata io!

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57 thoughts on “Sono venuti a farci visita…

  1. riuscire ad essere consolatori senza far trasparire le nostre paure ed ansie, non è facile…ma sicuramente rendere i bimbi forti senza troppe esagerare con le nostre attenzioni oltre misura è un bene per loro. kiss e buona giornata

    • lo dice anche mia madre…
      Io invece sono ansiosa..è più forte di me..e devo ammettere che a volte questo mio disagio lo trasmetto a chi mi sta accanto
      Sta di fatto che l’educazione rigida che ho ricevuto non ha migliorato questo mio aspetto caratteriale..anzi forse l’ha peggiorato
      Ciao Rosa …ti abbraccio 🙂

  2. E’ vero che il bambino , dalla tua espressione , capisce se deve spaventarsi o rimanere tranquillo……ma da qui all’indifferenza totale, ce ne corre!
    (Posso aggiungere che quando cadevo , mia mamma in piu’ mi sgridava?)

    • ah ah ah..maddai…davvero tua madre ti rimproverava se cadevi?
      Oltre al danno anche la beffa!!

      Sai..le tue parole mi fanno riflettere su un aspetto che non avevo considerato..ma davvero il far finta di nulla sminuizza l’accaduto?…ma se ci si fa male qualcuno dovrà soccorrere!!

  3. No non sei strana…si chiama ‘empatia’…quella ‘strana e stramba’ capacità di mettersi nei panni degli altri… Soprattutto quando soffrono…perché magari conosci molto bene quanto faccia male quella ‘coccola’ volutamente non data…e quanto faccia bene quella tanto ‘desiderata’…E forse, se i nostri genitori non ci avessero cresciuti a ‘pane e schiaffoni’, persino quando cadevamo e ci facevamo male, oggi non saremmo così ‘fragili, teneri e permissivi con i nostri figli…perché avremmo imparato da loro il modo più giusto di porci… La famosa via di mezzo insomma…;-). Buona giornata!

    • dici bene..belle le tue parole…
      E’ vero..i genitori di un tempo erano molto diversi da quelli di oggi..
      Tante situazioni, tanti rimproveri e gli infiniti divieti cerco di “misurarli” nei confronti dei figli..cerco di adottare la comprensione e il dialogo ma se proprio devo essere sincera ho ottenuto risultati con molta fatica..cosa che i miei genitori raggiungevano a tempo di record..i figli se hanno un dito poi pretendono un braccio
      Una cosa è certa ho sempre risparmiato a loro quello che ho subito io ma con il ricultato che siamo tutti più permissivi…
      La via di mezzo sarebbe l’ideale 🙂
      Trascorri una bella giornata!!

  4. Sai quante volte ho portato mio figlio al Pronto Soccorso? Sarà che i miei non mi ci portavano mai e mi facevano passare delle nottate da incubo prima di decidersi. O troppo o niente.

      • Non sai quante me ne hanno fatto patire e c’è anche da dire che all’epoca i medici erano da denuncia verso i bambini. Prendevamo sberle dagli insegnanti, maltrattati negli ospedali, cresciuti spartanamente dai genitori, che infanzia dura….. 🙂

      • beh..ai tempi gli insegnanti usavano veramente il righello sulle dita..lo ricordo bene..oggi se le maestre provano a fare una cosa del genere si beccano una denuncia
        Un tempo era troppo da una parte oggi è troppo dall’altra!!

        Cmq tutto sommato avrai avuto un’infanzia a suon di sberle ma non sei cresciuto malino..anzi!!

      • Secondo te non ero un cocco delle maestre? Ero un bambino tenero e timidino, al limite prendevo le sberle dai compagni di classe…… 😦

      • Eccomi. Io in un certo senso non posso lamentarmi dell’educazione ricevuta, anche se certe cose le avrei evitate, ma è sopratutto al lavoro che noto quanto sia diffuso un totale menefreghismo della stragrande maggioranza dei genitori. Sembra che facciano i figli perché obbligati dalla società e non perché li vogliano veramente. Questi ragazzini sono sempre sbattuti in strada e chi se ne frega se in casa non ci sono quasi mai, e quando stanno riuniti con i genitori questi ultimi li vedono come un grosso fastidio a cui devono badarci la scuola e la strada. E di storie da raccontare ne avrei a decine.

        Molto probabilmente con mia figlia mi sarei comportato esattamente come te, ma questo lo faccio con ogni bambino che ho trovato e che si è fatto male. Ci pensavo io a consolarlo al posto della madre e non immagini le occhiatacce che lanciavo, le facevo vergognare come degli assassini anche se abbassavano lo sguardo. In quei casi non serve nemmeno parlare, sono i gesti che parlano da soli.

        Vabbè ho scritto troppo come al solito 😀

      • sai Jim… non riesco a digerire la severità…non ce la faccio proprio
        Non sopporto veder maltrattato un bambino, anche se a sentir loro lo fanno in fin di bene, come non sopporto veder picchiare un’animale perchè utile per l’addestramento
        Ma un pò di dolcezza no????
        Io credo che le buone maniere, una carezza o una parola di conforto siano più efficaci di un comportamento rigido.

        Poi vabbè nel caso citato nel post è meglio far finta di nulla per sminuire la situazione, forse è utile per non spaventare la bambina..ma il dolore che prova è reale e quello non glielo toglie nessuno!|

        Resto dell’idea che fai bene a soccorrere chi ha bisogno..perchè io faccio uguale

        Ti abbraccio forte forte!

      • Hai detto benissimo, un po’ di dolcezza non ha mai fatto male a nessuno.

        Sai, io credo (come in tanti hanno detto) che una via di mezzo nell’educazione vada bene, e che quando ci vuole una carezza bisogna darla, che il menefreghismo gratuito non ha mai aiutato nessuno.

        O almeno questo è quello che penso io, ovviamente, poi non so…

  5. Nel mio caso posso dire di trovarmi nel mezzo: se mio figlio si fa davvero male o si trova in una situazione rischiosa allora intervengo, lo soccorro, lo sostengo e lo abbraccio. Se, invece, lo fa apposta e dopo la trentesima volta che gli dico di stare attento cade di nuovo (l’altro giorno è caduto tre volte dallo stesso muretto), allora sto in silenzio e lo guardo aspettando che si rialzi. Con i figli degli altri, invece, cerco di aspettare prima le loro mosse, nel caso la situazione fosse grave e loro non se ne accorgessero sarei la prima ad intervenire 🙂 Nel tuo caso non credo assolutamente tu sia sbagliata, sei empatica, sei una pesci con luna in pesci, e questo basta a renderti super sensibile e attenta alle esigenze del prossimo. Un bacione :-*

    • certo che anche tu hai un figlio vivace ehhh..ne so qualcosa, il mio si sta calmando ora che ha 24 anni..quindi porta pazienza!!
      Beh sì…se la caduta se la va a cercare nonostante sia stato avvisato del pericolo..beh allora fa incacchiare anche me

      Riguardo la sensibilità..ne ho a pacchi..anche troppo..mi metto a cuore situazioni che forse non mi riguardano..ma non riesco a comportarmi diversamente

      ti abbraccio forte forte 🙂

  6. Credo che tu abbia sofferto. Le tue parole hanno fatto provare anche a me quella sensazione di tristezza e rancore. E non sei sbagliata, ma molto molto umana. Sei una bella persona.

    • beh..ti confesso che sono stata una bambina fragile, un’adolescente insicura e solo oggi che sono adulta ho vinto questi lati del mio carattere che mi hanno reso la vita non semplice
      Non so dirti se tutto questo è stato per l’educazione rigida che ho ricevuto ..sicuramente non mi ha aiutata a vincere le mie debolezze
      La padronanza di me stessa che tanto mirava mia madre è arrivata alla soglia dei 40 anni…non credo sia stato un successo!
      Un bacione per te!

      • Io ho sempre sdrammatizzato, e continuo ad essere una che sdrammatizza un pò su tutto, non so se è bene o male, e per quanto riguarda mio figlio ho sempre pensato dipendesse perchè è figlio unico, ma non è facile il ruolo di genitore…un abbraccio

  7. Non sei assolutamente sbagliata, io sono una via di mezzo, anche quando i miei cuccioli si facevano male li soccorrevo ma per non ingigantire dicevo “su su non è niente” e dopo un abbraccio o un cerotto ricominciavano a giocare 🙂

  8. Non sei sbagliata. Ognuno è come è. Ricordo che da bambino se cadevo (e cadevo e i segni ci sono ancora 🙂 ) rischiavo di prenderle, perché non ero stato attento.
    Se cadeva mia figlia, prima opzione osservazione sulla gravità della caduta. Se non era nulla, un biffetto di consolazione e una parola per farle superare il dolore. Naturalmente lo facevo e lo faccio anche adesso con tutti, bambini e adulti.
    Più che ansiosa sei apprensiva. Nel senso che ti preoccupi subito che sia qualcosa di grave.
    Felice serata

      • Dipende. Se non è troppo, parola vaga, no. Direi un pregio.
        Ma proviamo a quantificare il troppo.
        Per me la misura è: succede un evento, si valuta senza isterismi la sua entità. Tanto per esemplificare prendiamo il tuo esempio. La bambina cade. Ha la necessità di una medicazione si fa senza enfasi. Al massimo si critica la mamma, perché non si preoccupa del danno.

  9. Io sono esattamente apprensiva come te ! Non voglio giudicare nessuno ma chi non soccorre qualcuno in difficoltà è senza cuore, soprattutto se è tuo figlio. Buona serata Annalisa 🙂

  10. No, non credo tu abbia sbagliato. Hai agito semplicemente nel modo in cui hai imparato ad agire, quello che ti è stato insegnato, e forse il solo che adotti normalmente. Per questo non te ne devi fare una colpa, e tantomeno farla ricadere su tua madre.
    Se ti viene il dubbio che non sia il modo giusto di agire, è legittimo. Il dubbio ci sta sempre.
    Non puoi del resto fare sempre il cuscinetto a chi capita e, come tua madre ripetere :
    – “non è niente !” –
    Occorre secondo me che i figli si dotino della normale “autodifesa”, lo potranno fare solo le persone a loro vicine con una certa dose di freddezza (peraltro non facile da attivare) magari spostino l’attenzione da qualche altra parte.
    Se ad es. alla bambina che si era fatta male fossero andati tutti gli invitati a controllare quanto se ne era fatto e ripetergli “oh poverina ! ” ecc ecc. non credo questo l’avrebbe aiutata più di tanto.
    Se vuoi provare a cambiare il modo di agire, puoi provare a farlo, non ti sarà facile, nulla è facile.
    Prima di farlo pensa solo quanto quel nuovo comportamento potrà essere utile alle quelle persone, se lo riterrai utile, forse sarà più facile… fammi sapere se funziona poi ! 🙂

    • A me sorge il dubbio sul mio modo di agire perché vedo attorno a me una sorta di “menefreghismo” anche se non è il termine adeguato e quindi penso di essere incapace di tenere sotto controllo la situazione
      La freddezza di cui parli non mi appartiene e me ne devo fare una colpa?…avrò così cresciuto figli non muniti di autodifesa??..non mi sembra se osservo mio figlio se la sa cavare egregiamente in ogni circostanza
      Boh..sarà che non credo nella severità…
      Prendendo l’esempio della bambina caduta tu dici bene che la compassione non le avrebbe giovato ma neanche l’indifferenza completa credo che l’abbia resa felice
      Suvvia…non è una carezza risparmiata che rende forte una personalità..
      Ciao..trascorri nuna bella giornata 

  11. La tua amica e’ una menefreghista, figurati, tanto c’eri tu che hai soccorso sua figlia, sapessi quanti genitori conosco che si comportano cosi’, quella giusta sei tu, quando un bambino si fa male per prima cosa si va in aiuto per capire cosa si e’ fatto, poi si sdrammatizza se non e’ successo nulla ma le coccole vanno fatte, assolutamente, tanti baciotti fanno bene, si diventa forti con l’amore non con l’indifferenza, credimi, tesoro bello, baci cara, passa una bellissima giornata domani, con tanto sole!!! ❤ ❤ ❤

  12. Non sei strana tu. Io avrei fatto la stessa cosa. Sono mamma anch’io e non riuscirei a non fare nulla se una bambina cade, si fa male e piange.
    L’istinto mi spinge a correre da lei, eventualmente se non c’è alcuna ragione per preoccuparsi le dico anche io ‘non è niente’, ma prima corro da lei (e sono anche io una che minimizza)…

    • non mi sono mai posta il problema di reprimere questo mio modo di fare perchè l’ho sempre ritenuto giusto..sarà che a mio tempo ho sofferto per questa mancanza che a sentir gli altri era educativa..
      Ancora oggi mi chiedo sino a che punto.

  13. Ho trovato il tuo racconto alquanto emozionante, soprattutto il tuo soccorso verso una bambina caduta atterra, ferita, che piangeva e di conseguenza medicata, non sei strana tu, anzi, c’è un detto che dice che “Certe medaglie si appendono all’anima non alla giacca.” Questo detto non riguarda di certo una madre scellerata e immagino che hai capito a chi mi riferisco.

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