In azienda…

In azienda un dipendente mi chiede acconti che puntualmente scalo dal suo stipendio ogni mese.
Se una tempo erano episodi sporadici ultimamente capita spesso e al suo salario vengono mancare cifre importanti.
Conosco la sua situazione: una moglie e tre figli a carico ,un mutuo per la casa trentennale sulle spalle.

Sinceramente provo pena ogni volta che si presenta alla scrivania: occhi bassi, tono della voce tremolante,  il suo disagio l’avverto tutto.
Per alleggerire la situazione gli sorrido senza fare una grinza e non gli nego qualsiasi cifra richiesta.
Qualche volta l’ho avvisato che a fine mese gli sarebbe rimasto poco ma alzava le spalle e si allontanava come rassegnato.

Ovviamente davo per scontato che quei soldi anticipati fossero destinati a coprire spese familiari ma invece mi è stato riferito che lo vedono spesso al bar ad acquistare “Gratta e Vinci”

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Ora non so più come comportarmi, se continuare a esaudire le sue richieste o rifiutarmi sapendo dove spende tutti quei soldi.
Mi  sento complice della sua rovina.

Voi cosa fareste?

 

69 pensieri su “In azienda…

  1. Da quanto mi pare di aver capito il vizio del gioco è diventato patologico e in questi casi dovrebbe andare in uno di quei centri dove curano questi problemi altrimenti un giorno finirà sul serio a dormire in macchina in quanto gli pignoreranno casa e tutto il resto per via dei debiti.

    Cosa farei io? Di sicuro smetterei di darglieli visto che facendo così si alimenta questo pessimo circolo vizioso, ma se prima non potevi saperlo e quindi facevi tutto in buona fede, ora che lo sai potresti dirglielo con calma ma fermezza che fino a quando non si farà curare e la smetterà di giocare alle macchinette soldi non ne vedrà più.

    Chissà che facendo così possa aprire gli occhi e reagire invece di continuare ad elemosinare a testa bassa. Ne va di lui e della sua stessa famiglia.

  2. Che brutto… brutto brutto… se fossi in buoni rapporti forse proverei a parlarci, per fargli capire che ha un problema e che dovrebbe farsi aiutare a risolverlo… altrimenti, davvero non saprei…

  3. La ludopatia è ormai una malattia a tutti gli effetti. Ho sentito di gente che ha iniziato così e si è rovinata. Se hai le prove di quello che scrivi, affontalo a muso duro. A volte la terapia d’urto può fare qualcosa. Da me passava un ragazzo di colore che spesso chideva soldi per mangiare. Gli ho proposto del cibo in cambio e lui ha accettato. Poi è scomparso. Tempo dopo si è fatto vivo un altro ragazzo di colore e sempre con la stessa motivazione. Lui però voleva solo i soldi. Mi sono rifiutato. Mai più visto da allora.

  4. Prima di tutto chiarisci la situazione, anche se non hai alcun dovere nei suoi confronti: le voci di corridoio possono anche essere calunniose e diffamatorie.
    Se la vicenda fosse confermata, gli darei i soldi a fine mese, anche se non lo metterebbe sulla retta via.
    Sinceramente, di lui me ne sbatterei altamente (il vizio non viene da solo, se non lo vai a cercare), ma ci rimetterebbero i figli.

    • Conoscendo il tipo credo alle voci di corridoio, anche perché ai suoi colleghi non viene in tasca nulla per inventare tale storia
      Non sono il tipo da fregarmene, mi metto nei suoi panni invece e penso alla famiglia
      Una cosa è certa la prossima volta che si presenta gli dico “parliamone”

  5. “Mi è stato riferito” non è una prova inequivocabile. Perché fidarsi del sentito dire? Domanda a lui direttamente, se senti di volerlo/poterlo fare.

    • Ciao Namida, conoscendolo credo alle voci di corridoio, è capacissimo di farlo
      Poi visto che ha debiti ovunque è scontato che sfidi la fortuna, ma sbaglia!
      Sicuramente affronteremo l’argomento quando si ripresenta!

      • Se ti dispiace per la sua situazione, è la mossa migliore che puoi fare.
        Per come sono fatta io, credo che dopo aver provato a farlo riflettere magari anche “minacciandolo” di non sganciargli più la grana, continuerei a dargli i soldi se decide di continuare a sperperarli nel gioco.. ma è perché tendenzialmente preferisco non finire immischiata nei casini altrui.

  6. Brutta situazione… se giieli neghi, è un problema per un verso; se fai come ti chiede, è un problema nell’altro senso… Non potresti far capire alla moglie che i soldi che lui ti chiede in anticipo servono per un fine che poi lo porterà alla rovina? Penso sia l’unico modo.
    Buona giornata, e in bocca al lupo per quello che deciderai per sanare questa brutta situazione. 😉

  7. Parlare con lui dici che non serve a niente? Deve curarsi, e’ una malattia e cosi’ facendo mandera’ in rovina tutta la famiglia, andare direttamente dalla moglie non saprei, ha bisogno d’aiuto e solo un medico puo’ farlo, 😦

  8. se fosse vero, io gli parlerei senza tanti giri di parole, perché il gioco è una brutta bestia. Investire i soldi in gratta e vinci? Un investimento pessimo. Si perde sempre.

    • Cmq i gratta e vinci attirano parecchio
      Quando mi reco in tabaccheria a comprare il giornale vedo tanta gente che ne comprano di tutti i tipi
      Qualcosa si vincerà ma se solo pensassero a quanti ne hanno spesi non so quanto ne valga la pena
      Un giorno un amico mi ha detto ” se non tenti mai come fai a vincere ” ricordo che risposi ” il fatto di non perdere tanti soldi è già una grossa vincita”
      Temo la dipendenza di ogni tipo per questo cerco di non farmi affascinare da strade che mi porterebbero a questo
      Ma non siamo tutti uguali
      Buon risveglio 😄😄

  9. Se conosci il suo indirizzo di casa puoi scrivergli una lettera specificando che sai che fine fanno i suoi soldi…indirizzandogli un bravo medico,farlo con l’accordo della direzione,oppure di un altro collega a scanso di equivoci,Non si sa come può reagire,sono tipi molto suscettibili.
    Dillo con la presenza di un altro collega per dare più motivazione e vergogna per spingerlo a smettere.
    Qualcosa ti devi inventare ma dare sempre soldi facendo finta di niente non puoi più.
    Abbraccione❤

  10. Parlerei chiaro. Chiederei perché va a comprare i “Gratta e vinci”… e poi considererei con lui l’importanza di aspettare la fine del mese.
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

    P.S.: T’è arrivata la mia Mail?

  11. Qualcuno ti ha già suggerito di parlargli della questione di cui sei a conoscenza, in modo chiaro e, soprattutto, aperto. Sono d’accordo anch’io su questo.
    Essere conniventi, in casi di ludopatia o dipendenze affini, è sbagliato a prescindere… È un po’ come la storia dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia, ecco.
    Se hai il potere di dirgli di NO, fallo. Altrimenti potresti limitare le somme richieste ad un tot. “simbolico”, così che almeno ci sia una piccola possibilità che in lui si argini la sete di gioco, senza aumentare esponenzialmente.

  12. bella domanda, che comporta una risposta che (solo lui) potrebbe dare
    la ludopatia è una bomba sociale.
    il non corrispondergli l’acconto od anticipo sullo stipendio, non lo placherà: ammesso e concesso che lui sia propria dipendente dal gioco d’azzardo, troverà comunque il modo di avere dei soldi in mano per giocarsi la fortuna.
    non oso nemmeno immaginare cosa viva e prova la famiglia, se ne sia al corrente.
    quest’uomo ha bisogno di chi lo prenda per mano, senza tante spiegazioni, lo porti a rendersi conto che lui ha un problema. Perché sono i primi a dire che un problema non ce l’hanno: ma ha bisogno di figure professionali e qualificate, per un percorso di recupero
    creano un mondo di bugie e di debiti, trascinando chi è vicino a loro.

    ps: non ho idea della gravità della sua dipendenza. Il mio è un pensiero generale.
    Per rispondere alla tua domanda: no, non gli darei più anticipi sullo stipendio, avvertendo in contemporanea la famiglia.

  13. Prima o dopo, comunque i soldi se li giocherà.
    Per farsi aiutare si deve essere disposti ad accettare l’aiuto.
    Prova a chiedergli con aria distratta se ha problemi in famiglia; forse evitando di “aggredirlo” (se gli parli di problemi di gioco si sentirà minacciato) si aprirà un po’, e magari riuscirà a guardare la sua situazione dall’esterno.
    Forse il mio metodo è sbagliato, però rimango dell’idea che, finché non avrà coscienza di sé, e non avrà coscienza di porvi rimedio, rischi solo di esacerbare una situazione di cui tu non hai comunque colpe. 🙂

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