La pace…

La pace non è una paradisiaca condizione originaria,
né una forma di convivenza regolata dal compromesso.
La pace è qualcosa che non conosciamo,
che soltanto cerchiamo e immaginiamo.
La pace è un ideale.”
(H. Hesse)

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Mi soffermo un attimo.
Rifletto sulla parola “pace” e mi domando..cosa significa?
Cos’è?
E’ forse una dimensione dell’anima?
Un luogo dove è possibile accedere solo dopo tante esperienze?
Un rifugio dove vige equilibrio e armonia?
Io credo di averla raggiunta.
In alcuni sprazzi di vita l’ho sfiorata, oggi alberga dentro di me.

E la vedo nel pane sulla tavola, nel rapporto cordiale con ogni persona, in un nonno che sorride, nella mia gatta che “sfila” da una stanza all’altra, nel silenzio assoluto, nella diversità accettata, nel rispetto delle differenze, nell’esilio dei problemi, in una mano aperta, nella libertà della mente…in tutto ciò che batte nel profondo del cuore….

Per questo credo non sia un ideale…ma un qualcosa di concreto..un dato di fatto!
Invece secondo voi?

Mi sono recata…

Mi sono recata in clinica per conoscere Blu
Bellissima, paffuta e stranamente con gli occhi aperti.
Emanavano un bagliore di luce magica, coperto  da un velo lattiginoso della vita uterina, sembrava venire da un mondo molto lontano.

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Mentre  percorrevo il tragitto verso casa pensavo al ciclo della vita.
Si nasce, si vive e si muore.
Nel morente succede qualcosa di non molto diverso.
A un tratto lo sguardo si storna, un altro orizzonte lo chiama.
Un orizzonte invisibile a noi viventi.

Un giorno chiacchieravo con un amico e mi spiegava che dopo la morte esiste una realtà diversa, migliore.
Sosteneva che ogni cosa per esistere necessità del suo opposto e se c’è un prima deve esserci anche il relativo dopo.
Il viaggio dell’anima è un tragitto coperto da una fitta discrezione, non si può indagare, misurare, classificare.
Veniamo da un’oscurità, ci dirigiamo verso un’altra oscurità

Per quel che mi riguarda preferisco rimanere ancorata alla concretezza dei giorni e non pensare ad un qualcosa che non potremo mai conoscere davvero.
Però ci penso: esistevamo prima?
E dopo? la nostra anima che abito indosserà?

Voi credete nella reincarnazione?

P.S.  Mia cugina ha gradito i fiori…le rose le ama molto e il blu è il suo colore preferito.
Non avevo dubbi!!! ^__*

Squilla…

Squilla il cellulare, è mia madre:
“Sai stanotte è nata Blu, il parto è andato molto bene!”
“Nata o nato?!!”
“Nata, nata è una bambina!!!”
“………..^_+”

Mia cugina finalmente ha partorito, la sua è stata una gravidanza sofferta ma portata avanti con tanto amore e coraggio. Sino all’ultimo non ha voluto sapere il sesso del bebè  preferendo la sorpresa.
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A dire il vero la sorpresa l’ha fatta a noi.
La scelta del nome è davvero singolare per una bambina, a parer mio lo porterà con qualche difficoltà.

Se proprio le piaceva un colore forse era più femminile Celeste, Bianca, Azzurra, Viola, piuttosto che Rosa.
A pensarci bene mi sorge un dubbio…forse i colori non hanno genere, sono sia maschili che femminili?

Che grande mistero il momento in cui i genitori scelgono il nome dell’essere di cui ancora non  conoscono il volto!
Sono convinta che ci sia un Angelo addetto a tale compito, è lui che, lungo la strada si china all’orecchio della madre e sussurra quella sequenza di lettere fino d’allora sconosciuta.

Stasera mi recherò in clinica, non vedo l’ora di conoscere la bambina.
Ho pensato di regalare a mia cugina un fascio di rose Blu, non azzeccano il sesso della neonata ma di sicuro sono in sintonia col nome!! ^__^

È arrivata..

È arrivata in spiaggia solo nel tardo pomeriggio Patty.

È una tipa biondina con i capelli sempre sparati. Arriva al suo ombrellone con il telo sottobraccio, barcollando sulle zeppe. Ieri era stropicciata più del solito, non ha mai tolto gli occhiali da sole, dovevano nascondere i segni della stanchezza.
È carina Patty,  piccolina, per non dire bassina, occhi giganti, sempre sorridente,costantemente spettinata…un tipo molto free.

Siamo l’opposto, io e lei.
Riflessiva e bacchettona io, avventata e disinibita lei. In comune condividiamo lo stesso stabilimento balneare e qualche aperitivo al bar, in riva al mare.
Ieri mentre sorseggiava un mojito lei e un analcolico io, mi racconta:

“Stanotte sono stata con un uomo, uno che non mi convinceva nemmeno.
Ero irrequieta quando sono uscita di casa e ho colto al volo l’invito ad una festa in piscina.
Ho cominciato a chiacchierare con questo tizio molto bello e molto snob. Improvvisamente mi ha preso in braccio e si è buttato in acqua”

” …….😲”

“Quando siamo riemersi lui rideva, stavo per prenderlo a cazzotti ma senza darmi il tempo di capire cosa stava per succedere mi ha baciata. Io avrei voluto divincolarmi, avrei voluto dirgli di smettere ma non ho trovato la forza di farlo”

“Ho ricambiato il bacio..un bacio al sapore di rum e cloro.
Un bacio prepotente..che se ne frega di tutto il resto, un bacio che mi ha fatto venire voglia di essere un’altra, almeno per una sera”

Sorseggia il  cocktail e continua:

“Ci siamo asciugati un pò e poi mi ha appoggiata al muro, non ha perso tempo. Le sue mani erano ovunque…abbiamo fatto mattina”

“Ah capisco…come hai detto che si chiama il tipo? ”  domanda cretina giusto per dare un senso di normalità a quella confidenza che di normale aveva poco.

Pausa chilometrica

“Ora che ci penso non me l’ha mai detto, era troppo ubriaco per aver avuto cura di presentarsi”.
“Ma avrà un seguito questa serata o….”
“Non saprei neanche dove trovarlo”
“Beh dai…seratina niente male: alcol, sesso e Rock and roll”  ho ironizzato.

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Che sono troppo “quadrata” lo ammetto, ho sempre classificato questa sfumatura caratteriale fra i difetti ma a sentire ‘ste storie comincio a ricredermi, quasi quasi è un pregio, CERTE SITUAZIONI le scanso in un battibaleno e sono mooolto lontane dal mio modus vivendi.

Mi chiedo quale ricordo rimane di una serata di questo tipo?
Confesso, sono rimasta all’era della pietra dove esistevano le serate fatte di chiacchierate chilometriche e sorrisi sotto la luna: momenti da ricordare.

Oggi si beve per interagire e forse per dimenticare.