…il fatto è

….il fatto è che comincio a odiare gli imprevisti e a non sopportare le sorprese, belle o brutte che siano.

Mi spaventano

Sia da una parte che dall’altra portano un’ondata emotiva che destabilizza il mio equilibrio…attualmente fragile.

Fatico a credere che a questo mondo esista qualcuno a cui piacciono

Sarà…

“Sarà  bellissimo vedrai”

Lo ripeto spesso a mia figlia.

Anche se non ho idea di quello che succederà, ma oggi mi piace pensare positivo e trasmettere ottimismo che cozza un po’ con il mio essere pessimista da sempre.

Di tanto in tanto mi tornano in mente tutte le parole che non ho detto,
tutti i balli a cui ho rinunciato,
tutte le notti in cui mi sono imposta di non guardare il cielo
e mi rendo conto che a volte,
in certi casi,
la felicità può essere una scelta
e io qui,adesso,
sdraiata su questo prato,
in questo sabato di primavera inoltrata
scelgo di essere felice.

Ieri sera…

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Ieri sera e’ capitato ancora…

Sono rientrata a casa tardi, la riunione non finiva più.

Mi sono recata in cucina, ho preparato qualcosa di veloce giusto per mettere qualcosa sotto ai denti, ero talmente stanca che non sentivo manco  la fame.

Lui stava davanti al computer nel suo studio.

L’ ho chiamato ma era talmente concentrato davanti a quel monitor che neanche ha udito la mia voce.

Mi sono affacciata alla porta e gli ho chiesto se mi faceva compagnia mentre cenavo.

“Sto vincendo la partita, mica posso mollare proprio ora”

Mentre tornavo in cucina gli ho detto:

“Quando inizi a dare tutto per scontato cominci a perdere qualcosa..o qualcuno”

Non sono convinta che abbia sentito le mie parole, non si è mosso di un millimetro.

Mi sono seduta a tavola…da sola.
Mentre mangiavo ho pensato “Uomo avvisato…mezzo salvato!!

Per ingannare…

Per ingannare l’attesa aspettando il mio turno dal parrucchiere ho sfogliato un settimanale pescato a caso nella pila posizionata in bella mostra sul tavolino.
Era una rivista datata di parecchi mesi, del resto ci sarebbe da stupirsi trovarne una recente.
In un primo momento leggevo solo i titoli e ammiravo le immagini, poi invece una notizia, decisamente accattivante, ha catturato la mia attenzione e ho letto tutto l’articolo.
Raccontava che a Madrid esiste un istituto che sostiene di “predire” la data della nostra morte sottoponendosi a un semplice test: chiamato appunto test della longevità.
Una giornalista ha sfidato la paura e si è sottoposta agli esami.
Una semplice analisi del sangue che permette di stabilire l’età biologica dell’organismo e determinare, in maniera statistica, se gli organi invecchiano più velocemente di quanto dovrebbero.
Ha raccontato tutta l’esperienza in quella clinica non nascondendo la forte ansia che l’aveva invasa in attesa del “verdetto”.
Agitazione che ha poi lasciato spazio ad una sorta di depressione quando le è stato comunicato che gli esiti non erano proprio positivi.
La sua età biologica era di 54 anni quando lei ne aveva solo 38.
La celiachia, l’asma e il suo continuo stress avrebbero provocato un lento deperimento al suo organismo.
Le è stato consigliato una vita più tranquilla, con continuo movimento fisico e un’alimentazione corretta.
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Sono rimasta un po’ perplessa e girando pagina ho pensato che mai mi sottoporrei ad un esame del genere.
Preferisco ascoltare il mio corpo e seguire i vari segnali che mi manda cercando di correggere il mio stile di vita.

Voi trovate interessante  scoprire l’età biologica del vostro organismo e ahimè intuire quanto avete rimasto da vivere?