Ero intenta…

Ero intenta davanti lo specchio a perfezionare il Rimmel e l’ho visto.
Stava lì, eppure non l’avevo mai notato.
Quel capello bianco stona fra gli altri, uno solo, ma fra qualche giorno, mese o anno sarà uno dei tanti.
Non mi sta molto simpatico ma dovrò farci amicizia, renderlo complice.
Fa parte del normale percorso di vita.

Le parole di Cecilia Resio mi hanno tenuto compagnia mentre prendevo le chiavi e uscivo di casa…..
Oggi le faccio mie.

Non è facile invecchiare con garbo.
Bisogna accertarsi della nuova carne, di nuova pelle,
di nuovi solchi, di nuovi nei.
Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza, senza
mortificarla in una nuova età che non le appartiene,
occorre far la pace con il respiro più corto, con
la lentezza della rimessa in sesto dopo gli stravizi,
con le giunture, con le arterie, coi capelli bianchi all’improvviso,
che prendono il posto dei grilli per la testa.
Bisogna farsi nuovi ed amarsi in una nuova era,
reinventarsi, continuare ad essere curiosi, ridere
e spazzolarsi i denti per farli brillare come minuscole
cariche di polvere da sparo. Bisogna coltivare l’ironia,
ricordarsi di sbagliare strada, scegliere con cura gli altri umani,
allontanarsi dal sé, ritornarci, cantare, maledire i guru,
canzonare i paurosi, stare nudi con fierezza.
Invecchiare come si fosse vino, profumando e facendo
godere il palato, senza abituarlo agli sbadigli.
Bisogna camminare dritti, saper portare le catene,
parlare in altre lingue, detestarsi con parsimonia.
Non è facile invecchiare, ma l’alternativa sarebbe
stata di morire ed io ho ancora tante cose da imparare.

Cecilia Resio

Domenica ero…

Domenica ero comodamente seduta sul divano e nel dolce far niente  ho preso in mano il tablet e cominciato a navigare su internet “saltellando” da un blog all’altro.
La mia attenzione si è soffermata su un post scritto da una blogger mai seguita prima.
Raccontava un momento difficile della sua vita e dal suo scritto ho percepito immensa tristezza e preoccupazione per la figlia che sta crescendo da sola.
Una domanda che le è stata rivolta ha scatenato nella mia mente un vortice di dubbi.

“Ma tu non hai nessuno che ti supporti? Nessuno che condivida con te una responsabilità, un problema, che ti dica: Non ti preoccupare, ci sono io?”.

Mi sono chiesta la stessa cosa:
“ E io?..io ho qualcuno pronto a supportarmi?”

Ho iniziato a pensare al mio consorte..lui ci sarebbe in caso di una vera mia difficoltà?, perchè finchè tutto va bene, tutto scorre liscio come l’olio e si è presenti in prima linea ma quando la strada si presenta in salita?
E i mie figli?

La risposta immediata e la primissima sensazione che è emersa è il balenante sospetto che il mio consorte si riveli fuggente, i figli distratti perchè nulla è scontato e questo sentore di non poter fare affidamento su loro mi destabilizza

Oggi come oggi sono indipendente, premurosa, attenta, presente e pronta ad aiutare tutti, è motivo di orgoglio non pesare su nessuno e arrangiarmi dinanzi gli ostacoli..ma se un giorno avessi veramente bisogno?

Ecco questo post letto in un pomeriggio di fine settimana mi ha lasciata un pochino così…perplessa..

E voi…avete la piena certezza di poter contare su qualcuno?