Ieri sera…

Ieri sera chiacchieravo con mia figlia sul divano:
“Mamma sono stanca di restare chiusa in casa” ha sbottato con un grosso sospiro
“Hai ragione, ma dobbiamo resistere” le ho risposto.
“Sai…questo periodo somiglia un pochino a quando ero piccola, dove il rigore, la disciplina e il sacrificio scandivano le mie giornate” ho continuato.

La severità di mia madre era sovrana e le restrizioni non ce le risparmiava.
Ad ogni richiesta, mia e di mio fratello, rispondeva “solo se te lo meriti”
Se eravamo ubbidienti o prendevamo un bel voto a scuola ci premiava con “un sabato pomeriggio libero” dove potevamo sbizzarrirci come desideravamo.
Per noi era vivere il pomeriggio più bello dell’anno, da colmare con tutto ciò che ci piaceva fare, liberi di mangiare gelati, stare al parco per tutto il tempo, andare in bici fino “al bar del prete” così chiamavamo il circolo della chiesa o correre in edicola a comprare il nostro “Topolino ” preferito.
Un momento tanto atteso….e  per questo vissuto felicemente.

“Quando la quarantena finirà  e riapriranno i negozi la prima cosa che farò è fissare un appuntamento dalla parrucchiera, incontrare la mia amica e insieme prendere un aperitivo al bar. Mi mancano le nostre chiacchierate, sono certa che sarò emozionata, sarà il giusto premio per questa prova superata” mi dice
“Sai…la cosa che fa specie?  se prima queste cose le facevi senza dare alcuna importanza, oggi, proprio perchè ti sono mancate,  le vivi con emozione e comprendi quanto siano importanti, anche se sono futili come un taglio di capelli o semplici come una chiacchierata con le amiche” le rispondo.

E voi…qual è la prima cosa che farete quando sarete liberi da questa costrizione forzata?

 

 

E’ capitato…

E’ capitato anche il giorno di Pasqua…
Puntuale dalle 16.00 fino alle 17.00, il mio vicino di casa, ha suonato e cantato a squarciagola dal balcone della propria abitazione.
Inizia e conclude il siparietto intonando l’inno d’Italia.
Da quando è iniziata la quarantena ogni domenica si affaccia e alza il volume dello stereo
I vicini corrono alla finestra: c’è chi fa coro, chi sbatte i coperchi e chi applaude
Mio padre ascolta in silenzio e spesso sbotta, tutto questo lo considera una mancanza di rispetto verso le vittime del Coronavirus.
Mia zia invece sostiene che è un modo per non sentirsi soli, per sentirsi uniti in questa battaglia rispettando le norme ministeriali.

Voi invece cosa ne pensate?

Seduta…

Seduta su una panchina in giardino ascolto il silenzio

Un assordante silenzio.
La mancanza di auto in circolazione, suoni dei clacson o motori in corsa crea un’atmosfera quasi surreale
Non sono abituata
Questo strano rumore del nulla lascia spazio a suoni nuovi:
una tortora in lontananza, il cinguettio di un uccellino, un piccione che tuba
Percepisco il profumo della primavera, mi lascio accarezzare dal sole e ascolto i miei pensieri.
Sono chiassosi come non mai
Difficile zittire quel disagio di momenti mancati, una parola non detta, una carezza non fatta, uno schiaffo trattenuto, un sorriso nascosto o una lacrima soffocata.

Questa situazione imposta per salvaguardare la salute di tutti crea scompiglio, amplifica a dismisura sensazioni e sentimenti
Miei sicuramente…e forse di tutti.