Ebbene…

Ebbene sì…ho trascurato un pochino il mio blog.
E’ passato un pò di tempo dall’ultimo  post..però c’è..è sempre una pagina virtuale aperta
Non scrivo ma passo a leggere i blog amici, clicco ed entro nelle loro vite, nei loro pensieri
Ma non di tutti, qualcuno ha deciso di cancellarlo
Ecco stamattina mi ha invasa una sensazione strana, di vuoto

E’ un pò come indossare una giacca senza tasche..manca qualcosa..in questo caso qualcuno

Questo mi dispiace tanto…

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Sono testarda…

Ho discusso con il mio consorte  e mi ha detto che sono testarda..tiro dritto per la mia strada senza seguire il suo consiglio.
Ho sorriso..
E lo ammetto..lo sono!!
La testardaggine è il difetto pregio che ognuno di noi si porta dietro.
Penso che in noi abbia delle fortissime basi.

Essere testardi non vuol dire assolutamente essere ottusi o metodici, la testardaggine ha una marcia in più: ci rende capaci di raggiungere le più alte vette del vivere quotidiano, ci aiuta a non mollare di fronte alle avversità.
Ci aiuta a restare noi stessi nel rapportarci con gli altri.

Quindi prendo il lato positivo di questa sfumatura della personalità che molti  annoverano nei difetti.

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È meglio il dolore di una sconfitta che il rimorso di non averci provato.

Non la vedevo…

Non la vedevo da più di un anno  e quando me la sono ritrovata davanti mi ha fatto quasi paura.

Sembrava più piccola del solito,come se qualcosa la stesse consumando all’interno  e le stesse risucchiando tutte le energie.

Avrei voluto dirle che non avevo più intenzione di assecondarla,che i tempi in cui mi comandava a bacchetta erano finiti.

Avrei voluto dirle che non potevo più fingere di essere quella che non sono soltanto per far piacere a lei.

Avrei voluto dirle che il suo sparlare della mia persona mi veniva riferito.

Ma non ce l’ho fatta.

Guardandola col suo vestitino a fiori stirato ad arte e i capelli perfetti nonostante l’afa insopportabile mi sono sentita quasi in pena per lei: essere incapaci di amare deve essere già di per sé una condanna crudele.

Osservandola mi sono chiesta se fosse veramente necessario farle del male soltanto perché lei ne aveva fatto a me.

Avrei voluto vomitarle addosso tutto il livore accumulato negli ultimi anni,tutta la rabbia,e invece inaspettatamente, l’ho abbracciata.

L’ ho fatto con la leggerezza di chi si è accorto di non avere più conti in sospeso col passato.

Lei non ha ricambiato il mio abbraccio,ma non si è nemmeno tirata indietro.

“È già qualcosa” ho pensato.

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Ho sentito crescere dentro di me un’energia incontenibile.

Mi sono allontanata lasciandomi alle spalle una scia di fardelli che pesavano sempre più…il perdono fa sentire più leggeri, a posto con sé stessi.

E liberi.

Ho avuto..

Ho avuto un diverbio in ufficio con un collega e la cosa mi ha portato a riflettere su come le persone si chiudono in se stesse rifugiandosi nel proprio orgoglio.

Sentendosi ferito si è chiuso in un mutismo totale e pur sapendo di non avere ragione non pronuncia parola.
Non pretendo scuse, ma almeno un comportamento normale.

Tenere il  broncio lo considero un atteggiamento infantile.

E’ sempre stato orgoglioso e l’orgoglio distrugge, logora, non sempre è un sentimento positivo il più delle volte porta ad apparire diversi di come si è realmente.

Il quel comportamento adottato ci si sente forse superiori al prossimo ma nello stesso tempo ci si allontana dalla gente, a volte lo si fa con arroganza e sdegno, sicuramente  non appena ci si rende conto che la “grandezza d’argilla” viene messa in discussione
Secondo il mio punto di vista si teme una valutazione col  sospetto di essere rifiutati, giudicati, criticati, di non essere all’altezza della situazione, di perdere qualcosa o qualcuno.
A lungo andare non si è più in grado di vivere rapportandosi spontaneamente, non è più possibile sostenere il confronto: ogni comunicazione diventa un conflitto e un’invasione.

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Credo che saper riconoscere i propri errori sia semplicemente umano e il saper chiedere scusa non scaricando su altri le proprie responsabilità sia sinonimo di “spessore ”

A volte basta così poco…anche solo un sorriso e crollano muri e barriere!!

E sì…

E sì nella vita si cambia e anche tanto.
Mi ricordo adolescente, ero molto attratta e nello stesso tempo mi creavano un ‘inquieta soggezione le persone spavalde.
A tratti le ho anche ammirate nel loro modo di affrontare le circostanze.
Le vedevo sicure di sé e pronte a prendersi quella parte di mondo non riservato alle persone come me: Timide e scrupolose.
Ero certa che non avendo nessuna delle loro qualità la mia vita sarebbe stata un assoluto fallimento.
Il mio modo di restare ad osservare e spesso di dire una parola in meno più che due in più non mi avrebbe portato lontano.

Invece la realtà è stata ben diversa.
Pur mettendo il dubbio e la perplessità davanti a tutto,  in questi anni sono riuscita a costruire molto più delle mie aspettative.

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Ancora oggi osservo il modo di fare di mia cugina.
Maura ha qualche anno più di me, non nascondo che da ragazzina ho sempre cercato di imitarla con scarsi risultati.
Mi piaceva come si poneva, ogni cosa che portava a termine non faceva mai una grinza
Questo è  quello che lei voleva dimostrare.
Ma non è mai stato così e quando la realtà dei fatti è emersa mi è cascato un mito e ho compreso tante cose.

Nei suoi occhi grandi, nella sua parlantina record, nella sua spavalderia nell’affrontare la vita si celava e ancora oggi si nasconde una fragilità interiore senza fine.
Le sue infinite chiacchiere sono solo uno scudo e quegli occhi così grandi sono colmi di timori.
La sua spavalderia serve solo a nascondere le sue paure, le sue insicurezze, serve per proteggersi dal mondo.
Nella sua vita non ha fatto altro che crearsi mille personalità con mille volti, mille caratteri per emergere e mostrarsi quella persona che in definitiva non è.
Oggi è una donna delusa, scontenta e deve fare i conti con sé stessa, mentre il mondo la sta a guardare…
Io compresa!

Matteo e Giulia…

Matteo e Giulia si sono sposati
Dopo anni di convivenza hanno deciso di fare il grande passo.
Matteo è un amico d’infanzia, abbiamo trascorso parecchie estati al mare, condiviso gelati e giocato a biglie sulla spiaggia.
Ci siamo persi di vista durante l’adolescenza per poi ritrovarci in età adulta.
A quarantasette anni  ha deciso di mettere su famiglia e ci teneva molto che mi unissi a loro.
Non avrei mai rifiutato!

La cerimonia è stata emozionante, i festeggiamenti esilaranti.
La location era da favola, una villa sfarzosa circondata da giardini che sembravano dipinti. Il verde dei prati e i colori delle fioriture creavano  la cornice perfetta per una giornata decisamente indimenticabile.

 

Il loro è stato un matrimonio fuori dal coro che ho apprezzato molto.
Non è stata stilata alcuna lista nozze, non accettavano regali, ma chi voleva poteva  versare un contributo sul conto corrente del canile della zona dove accolgono e curano animali randagi.
Ho trovato l’iniziativa oltre che altruista decisamente geniale.

Stavo gustando la torta quando la sposa si avvicina ai tavoli e regala ad ogni partecipante una pergamena arrotolata, chiusa con un fiocco di raso color avorio.

Accanto a me una signora cicciotta, accaldata e curiosa, posa il ventaglio sul tavolo  e si affretta a slegare il fiocco srotolando la pergamena.
“E questo cosa sarebbe? borbotta.
“Sarà la bomboniera” risponde l’amica che le stava accanto.
“Bombonieraaa? con tutti i soldi che ho versato al canile mi lascia un pezzo di carta come ricordo???”..mi aspettavo qualcosa in ceramica o porcellana da poter mettere sul mobile del salotto”

Non ho potuto fare a meno di ascoltare la loro conversazione e ho cercato di celare quel sorriso nato spontaneo, la signora mi ha fatto davvero ridere.

La pergamena non era altro che il ringraziamento per aver partecipato al loro matrimonio e per aver contribuito alla beneficenza.
Ho trovato tutto grandioso.
Ce ne fossero di persone come Matteo e Giulia, in un contesto sfarzoso hanno rinunciato a regali e bomboniere per aiutare il prossimo, colto l’occasione per donare del bene a chi ne ha bisogno, in questo caso agli animali.

Un intento che la signora paffuta e accaldata, a parer mio, non ha captato.

 

 

Meglio fare…

Meglio fare invidia o compassione?
Mistero…

Forse fra le due meglio fare compassione, si evitano tante rotture di scatole:la gente ha una spiccata propensione a non prendere in considerazione chi suscita l’umano cordoglio.
E ti lascia in pace.

Si perché, diciamocela tutta, l’invidia è una brutta bestia.
Paghi regolarmente le tasse e riesci a investire parte dei tuoi risparmi in una casa più grande e più accogliente, la gente poi  ti guarda male e commenta ” per forza con tutti i soldi che ruba”.

Hai una buona posizione professionale?  “è una raccomandata, chissà a chi l’ha data per arrivare a quella scrivania”.
Nessuno pensa che per arrivare a tanto,una persona ha impiegato  anni di dura gavetta e interminabili giornate in ufficio.

Decidi di cambiare auto e semmai scegli una cilindrata superiore a quella che hai appena demolito?
“chissà quale raggiro avrà fatto per ottenerla”
E quando mi chiedono come ho fatto a permettermi un auto di tale portata  puntualmente dico che la pago con 15 anni di rate quando invece ho staccato l’assegno per l’intera cifra al momento della consegna.

Per queste e tante altre ragioni da qualche anno a questa parte, quando incontro le persone, punto alla commiserazione.
Alle domande tipo:
“Come stai?”
rispondo “Non troppo bene ho la pressione un pò alta”
“Come mai non c’eri ieri sera alla festa?”
“Perché non mi hanno invitata”.
Mentre in realtà ho preferito stare a casa a leggere un bel libro.
E così via…

Non potete immaginare quanti buoni frutti io abbia raccolto con questa strategia.
La gente ti guarda con compiaciuto compatimento.
Sei meno invidiato e vivi più sereno.